Fabio Mauri: Che cosa è il fascismo

Da "Settimo giorno", 1974

Per la rubrica Rai “Settimo giorno” (1974), il conduttore e giornalista Francesco Savio intervista il neoeletto Presidente della Biennale di Venezia Carlo Ripa di Meana e il segretario generale dell’ente, Luigi Floris Ammannati, sulle novità introdotte nella nuova edizione della mostra del 1974. 
Dopo il colpo di stato in Cile dell’11 settembre 1973, avvenimento che ebbe un impatto enorme a livello internazionale ed in particolar modo in Italia, Ripa di Meana decise di dedicare l'intera edizione della Biennale al Cile. La kermesse artistica si trasformò rapidamente in una grande protesta culturale contro la dittatura di Pinochet, coinvolgendo i protagonisti e il pubblico di cinema, musica, teatro e arti visive.

La Biennale del 1974 si caratterizzò per un gran numero di esperienze pluridisciplinari disseminate nel centro storico e nella periferia industriale di Venezia: la laguna si trasformò in un enorme spazio di confronto attivo e di scambio tra differenti generazioni di artisti, studenti, critici e politici

Nell’occasione, Fabio Mauri ripresentava la sua performance “Che cosa è il fascismo”, un'Azione di tipo teatrale già proposta nel 1971 negli Studi Cinematografici Safa Palatino di Roma. All'epoca, l’evento si era svolto con la partecipazione degli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, a conclusione del seminario “Gesto e comportamento nell’arte oggi” curato da Giorgio Pressburger. 

L’artista prendeva spunto dal ricordo della visita di Hitler a Firenze nel 1938, in occasione della quale la squadra di Bologna, di cui faceva parte lui, l’amico Pier Paolo Pasolini, Fabio Luca Cavazza e altri, vinceva la competizione intellettuale giovanile 

Nella performance l'artista ricostruisce i “Ludi Juveniles”, competizioni nazionali di cultura, arte e sport organizzate dal Partito Nazionale Fascista per studenti italiani, finalizzate a documentare la preparazione spirituale e fisica della gioventù del littorio.

Mauri inscena saggi ginnici, incontri di scherma, esibizioni di pattinaggio, sbandieramenti, inni e dibattiti individuali sulla “Mistica di Regime”

L’intera Azione si svolge su un tappeto rettangolare con il simbolo della svastica, tra tribune nere suddivise per “Corporazioni” (Artisti, Agrari, Edili, Ingegneri, etc.), dove viene fatto sistemare un pubblico in costume d'epoca. Due piccole tribune recano la Stella di Davide, a significare la discriminazione razziale dell'epoca fascista, presentata allora in Italia come innocua e normale.
Gli inviti alla mostra, infine, erano di vari colori, a sottolineare la categoria sociale; tra queste, discriminati per l’accesso alle tribune, donne ed ebrei.
Le musiche del repertorio classico fascista precedono e accompagnano lo svolgimento della performance sulla Gioventù del Littorio, diretta da un regista posto nel Podio di Comando.

Alla fine delle competizioni, su uno schermo, Mauri proietta i “Film Luce” d’epoca, cinegiornali di notizie pervasi dall’evidente falsità della propaganda 

In “Che cosa è il fascismo”, performance tra le più famose dell'artista, riproposta in diverse occasioni nell'0arco della sua carriera, il contrasto tra l’apparente normalità degli eventi e la presenza di segnali negativi genera un senso di inquietudine progressiva e di evidente impronta mortale. Inoltre, l’ottimismo infondato di un popolo “bello”, che qui Mauri sceglie appositamente, a detta dell'artista cela sempre un’insidiosa e strisciante ideologia.

FOTO DI COPERTINA 
Che cosa è il Fascimo