1969: nasce il Museo Giacomo Manzù ad Ardea
Un servizio storico de "L'approdo. Settimanale di lettere ed arti"
L’approdo. Settimanale di lettere ed arti, trasmissione RAI del 1969, dedica un servizio all’inaugurazione del Museo Giacomo Manzù ad Ardea, nuovo spazio espositivo interamente dedicato all’opera dello scultore.
Nel servizio il museo viene presentato come un luogo profondamente legato alla vita e al lavoro dell’artista, immerso nel paesaggio di Ardea, dove allora Manzù viveva e lavorava in una condizione di isolamento creativo e sottolinea il valore della raccolta delle sue opere come testimonianza organica e permanente del suo percorso artistico.
Manzù è già affermato a livello internazionale sin dagli anni Quaranta e Cinquanta, ma la nascita del Museo segna un momento significativo di consolidamento e istituzionalizzazione della sua opera.
Il filmato del 1969 restituisce così il clima culturale dell’epoca e l’attenzione crescente verso l'opera dell'artista, offrendo una testimonianza preziosa della progressiva costruzione della sua eredità nel panorama dell’arte del secondo Novecento.
Nel servizio il museo viene presentato come un luogo profondamente legato alla vita e al lavoro dell’artista, immerso nel paesaggio di Ardea, dove allora Manzù viveva e lavorava in una condizione di isolamento creativo e sottolinea il valore della raccolta delle sue opere come testimonianza organica e permanente del suo percorso artistico.
Il museo nasce nel 1969 proprio dalla volontà della moglie Inge Schabel Manzù e dell’associazione Amici di Manzù, che ne promuovono la realizzazione con l’intento di conservare e valorizzare l’insieme della sua produzione artistica.
Manzù è già affermato a livello internazionale sin dagli anni Quaranta e Cinquanta, ma la nascita del Museo segna un momento significativo di consolidamento e istituzionalizzazione della sua opera.
Il filmato del 1969 restituisce così il clima culturale dell’epoca e l’attenzione crescente verso l'opera dell'artista, offrendo una testimonianza preziosa della progressiva costruzione della sua eredità nel panorama dell’arte del secondo Novecento.