Angeli. Messaggeri, custodi e viandanti

Angeli. Messaggeri, custodi e viandanti

Le sublimi creature dall'Antico al Contemporaneo

Angeli. Messaggeri, custodi e viandanti
Nel corso dei secoli, gli angeli hanno stimolato l’immaginario collettivo tanto da diventare un topos imprescindibile dell'arte nelle sue varie forme di espressione. Attraverso una selezione di opere – dipinti, sculture e materiali su pergamena – provenienti da collezioni museali e raccolte private, i Musei Capitolini dedicano a queste affascinanti e stratificate figure della tradizione cristiana, il progetto espositivo Angeli. Messaggeri, custodi e viandanti. Le sublimi creature dall'Antico al Contemporaneo.

Con questa iniziativa, i Musei Capitolini intendono anche celebrare, a un anno dalla scomparsa di Papa Francesco, la memoria del "Vescovo degli ultimi". Infatti, spaziando dall’archeologia agli artefatti del Ventunesimo secolo, il percorso riflette i temi di custodia, guida e annuncio, cardini spirituali del pontificato di Papa Bergoglio. “Proprio come gli angeli protagonisti della rassegna", scrivono Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci, curatori della rassegna, "egli ha inteso interpretare la propria vocazione per il prossimo come un ponte tra cielo e terra”.

Figure sospese tra storia e mito, tra arte e trascendenza, tra materia e spirito, i guardiani alati invitano a riflettere su come, nei secoli, la sensibilità degli artisti abbia tradotto in immagini l'eterno dialogo tra cielo e terra.
Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci, curatori della mostra


G. A. Galli detto Lo Spadarino: Angelo custode (dettaglio), olio su tela, 1618 ca. Rieti, Chiesa di San Rufo, Patrimonio FEC Ministero dell'Interno 

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è organizzata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura.
Il percorso espositivo, frutto della sinergia con prestigiosi enti prestatori, offre al pubblico l'opportunità unica di ammirare capolavori provenienti dal Museo Real Bosco Capodimonte, Museo di Roma, Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, Galleria degli Uffizi, Collezione Intesa Sanpaolo , Collezione BNL BNP Paris Bas, Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, Musei Nazionali di Perugia, Direzione Regionale Musei Nazionali dell’Umbria, Pinacoteca Capitolina, Museo Barracco e Fondo Edifici di Culto riuniti per la prima volta in questa occasione.

Il progetto vuole ripercorrere l'evoluzione iconografica dell'immagine angelica nella duplice natura di ponte tra l’umano e il divino, offrendo uno spunto di riflessione sul rapporto tra il visibile e l’invisibile. Particolare attenzione è riservata alla progressiva trasformazione della figura del messaggero celeste, che nel corso dell’età moderna assume una dimensione più vicina all’uomo, fino alle riletture simboliche e metaforiche dell’arte tra Otto e Novecento.

L'angelo è figura dell'alterità per eccellenza: non è né umano né divino, né di genere maschile né di genere femminile, né terreno né celeste. E' altro. Ed è proprio in questa identità altra che trova la sua potenza poetica. 
Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci, curatori della mostra

La sequenza espositiva si sviluppa lungo un ampio arco cronologico, dal Medioevo all’età contemporanea, con richiami alla tradizione paleocristiana, e si articola in tre sezioni tematiche: I Messaggeri. Dall’annuncio biblico alle espressioni rinascimentali, la figura che porta la speranza e la Parola; I Custodi. L’angelo che veglia e protegge, simbolo della premura e amorevolezza divina, sempre presente nella vita e nel cammino dell'uomo; I Viandanti. Figura di prossimità e condivisione, l’angelo viandante incarna la presenza celeste che guida, accompagna e orienta il cammino dell’Uomo nelle sfide del suo tempo.

La rassegna include opere di straordinario interesse artistico, tra cui L’Angelo Custode di Pietro da Cortona (1656), proveniente dalla Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini; L’Angelo annunziante di Carlo Dolci (1650 ca.), in prestito dalla Galleria degli Uffizi; il San Matteo con l’Angelo (1622) del Guercino, già presente nella raccolta dei Musei Capitolini. Si possono ammirare, inoltre, opere solitamente “invisibili”, di proprietà di istituzioni private, collezioni gentilizie o fondazioni non accessibili al pubblico dei visitatori ed eccezionalmente prestate nel quadro dell’iniziativa. Tra queste, l’ipnotico Angelo Custode (1620 ca) di Giovanni Antonio Galli, detto Lo Spadarino, concesso in via eccezionale dal Fondo Edifici di Culto (FEC) del Ministero dell’Interno e conservato presso la Chiesa di San Rufo, a Rieti. Tale opera - insieme ad altre correlate al tema della protezione divina, dal titolo “Uno sguardo dall’alto”, intende sottolineare il legame indissolubile tra la bellezza dell'arte e la missione del Vescovo della Città Eterna.


Omar Galliani: Blu oltremare (dettaglio), 1997, pastello su tavola, collezione privata

Numerose, inoltre, le opere di artisti contemporanei, appartenenti a collezioni private, che consentono di verificare come, nella produzione artistica dal secondo dopoguerra ad oggi, le iconografie angeliche si siano progressivamente affrancate dalle narrazioni della Bibbia o dei vari testi religiosi. Se permangono rappresentazioni di figure misteriose che alludono ad una dimensione metafisica, come nella tavola Blu oltremare dell'emiliano Omar Galliani, sono sempre più frequenti le immagini degli angeli che hanno perso quelle caratteristiche efebiche, fanciullesche oppure eroiche come la tradizione storico artistica ci ha tramandato, diventando figure con le stesse fragilità ed emozioni degli esseri umani. Un esempio significativo è la produzione di quadri degli anni Cinquanta di Osvaldo Licini, in mostra con l’Angelo ribelle su fondo blu cupo, in cui gli esseri ultraterreni, come pure i ribelli, sono immagini ibride, tra il figurativo e l'astratto. 
In altri esempi più recenti, gli angeli hanno perso ogni requisito di riconoscibilità naturalistica, diventando rappresentazioni archetipali, immagini simboliche di connessione tra cielo e terra. Questo si può riscontrare nel dipinto del 1984 di Franco Marrocco, "Nel mio Cielo volano anche gli Angeli", un' opera astratta in cui le creature celesti non sono altro che puntini luminosi sparsi nell' immensità del firmamento.

Foto di copertina: Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino, Santa Francesca Romana e l'angelo, olio su tela, 1630 ca. BNL BNP PARIBAS, Roma 

Angeli. Messaggeri, custodi e viandanti. Le sublimi creature dall'Antico al Contemporaneo
Musei Capitolini, Roma, 13 maggio - 1° novembre 2026