Tomba François: il capolavoro dell'arte antica entra nelle collezioni dello Stato

Il ciclo pittorico al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Si sarebbe creduto che questo sepolcro avesse appartenuto ad altra epoca, tanta è la bellezza delle medesime pitture da far rammentare i bei tempi del Botticelli e del Perugino. 
Alessandro François, 1857

Fra i massimi capolavori della pittura etrusca e dell’arte antica, la Tomba François è un monumento fondamentale per la conoscenza della civiltà etrusca e dell’immaginario figurativo del Mediterraneo antico.
Dopo oltre un secolo di trattative, con la firma dell’atto di compravendita, avvenuta il 29 maggio 2026 al Ministero della Cultura, questo eccezionale ciclo figurativo è entrato nel patrimonio dello Stato italiano e ha trovato collocazione permanente presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, consegnato definitivamente alla fruizione della collettività.

L’acquisizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietari dell’opera e al lavoro congiunto della Direzione generale Musei, diretta da Massimo Osanna e del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, diretto da Luana Toniolo. Giunge così a compimento un percorso avviato oltre un secolo fa, quando già nel 1921 lo Stato manifestò il proprio interesse per i dipinti murali della Tomba François.

Il valore di questa acquisizione non risiede soltanto nella sua eccezionale importanza storica e artistica, ma anche nella possibilità di continuare a interrogare, studiare e interpretare un monumento di straordinaria complessità.
Massimo Osanna, Direttore generale Musei

Per qualità artistica, complessità iconografica e stato di conservazione, la Tomba François occupa una posizione unica nel panorama del Mediterraneo antico. 
Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba fu realizzata tra il 340 e il 320 a.C. È scavata nel tufo e composta da trentasette pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel dromos, il corridoio di accesso alla tomba, dedicati a sepolture femminili. 
Gli affreschi vennero staccati nel 1863 da Pellegrino Succi e trasportati a Roma nella collezione Torlonia.


Tomba François: Macstarna libera Celio Vibenna e lotte tra eroi etruschi, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Foto Valentina Sensi

Il nuovo allestimento all'interno del percorso di visita del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è stato progettato per restituire la percezione dell'architettura della tomba, e valorizzare la lettura delle sue straordinarie decorazioni pittoriche.
Vi si accede da una sala immersiva che racconta la necropoli di Ponte Rotto a Vulci e la storia dei personaggi raffigurati sulle pareti. Oltre la soglia, le pitture sono state ricollocate seguendo la planimetria dell'ambiente principale dell'ipogeo.

La decorazione pittorica della Tomba François costituisce uno straordinario intreccio tra mito greco, memoria storica etrusca e costruzione dell’identità aristocratica di Vulci. Attraverso iscrizioni dipinte accanto ai personaggi, le scene permettono ancora oggi di riconoscere nomi, volti ed episodi che intrecciano storia, leggenda e rappresentazione del potere. Non si tratta, infatti, dell'adozione di un semplice repertorio mitologico. Il linguaggio della grande pittura greca, probabilmente mediato anche dall'ambiente campano, viene reinterpretato per celebrare il prestigio della gens dei Saties e il ruolo di Vulci in una stagione cruciale della sua storia. 

Una delle scene più importanti dell'intero ciclo decorativo è il grande pannello collocato sul lato sinistro, che raffigura il Sacrificio dei prigionieri troiani presso la tomba di Patroclo, il rituale compiuto per consentire all'eroe greco di entrare nell'oltretomba: al centro compare Achille, mentre il mito greco viene reinterpretato secondo la sensibilità etrusca attraverso la presenza del demone Charun, dalla pelle bluastra e armato del martello, accompagnato dalla figura alata di Vanth.


Tomba François: Marce Camitinas aggredisce Cnaeve Tarchunies Rumach, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Foto Valentina Sensi

Sulla parete opposta della tomba è invece rappresentata la Liberazione di Celio Vibenna da parte del fratello Aulo e di Macstarna, identificato dalla tradizione con il futuro re di Roma Servio Tullio, in una scena di eccezionale importanza storica e politica.
Tra le immagini più celebri compare Vel Saties, proprietario della tomba, avvolto nella preziosa toga picta color porpora mentre assiste al rito augurale compiuto dal giovane Arnza, pronto a liberare un uccello dal cui volo sarà tratto il responso divino. Anche se il tempo ha attenuato i colori, la porpora intensa delle veste continua a raccontare il rango, la ricchezza e il potere del personaggio.  

Altro episodio della mitologia greca riconoscibile è la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice, disposto in corrispondenza con la rappresentazione dello scontro tra i due eroi etruschi Marce Camitinas e Cnaeve Tarchunies Rumach.
A completare il ciclo corre, sopra le scene figurate, il più lungo fregio animalistico noto dell’antichità, popolato da grifoni, leoni, pantere, cervi, cinghiali e altre creature reali e fantastiche, motivi che rimandano a temi e gusti comuni in tutto il Mediterraneo antico, a testimonianza della straordinaria qualità artistica dell’opera.

Le riprese sono state effettuate su concessione del Ministero della Cultura – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

In copertina: Tomba François, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Foto Valentina Sensi