Palazzo Farnese: il restauro di un capolavoro universale dell'architettura
Un cantiere di cinque anni restituisce luce alle facciate cinquecentesche
Il restauro delle facciate e delle coperture è stato completato dopo quello in piazza Farnese per i centocinquant'anni di presenza francese a Palazzo Farnese, in occasione del giubileo del 2025, e dopo quello avvenuto per il giubileo dell'anno 2000. La conclusione dell'intervento ha svelato lo splendore di questa importante opera architettonica del Cinquecento, di cui, insieme, Francia e Italia si prendono cura.
Dal Diciassettesimo secolo, si sono susseguite varie campagne di restauro a Palazzo Farnese. Quella che ha avuto inizio nel 2021 si colloca nella continuità e vuole proseguire gli interventi precedenti, in particolare quello realizzato in occasione del Giubileo dell'anno 2000.Antonio da Sangallo, Michelangelo, Vignola e Giacomo Della Porta: è un poker d'assi dell'architettura italiana che, a cavallo tra Rinascimento e Barocco, ha firmato le splendide facciate di Palazzo Farnese. Questo restauro quindi si presentava particolarmente delicato e la sua riuscita si deve alla felice collaborazione di enti diversi, italiani e francesi, e alla preziosa presenza di un comitato scientifico di esperti internazionali.
Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma
Le scelte sono state eseguite nel rispetto dei principi italiani per il restauro dei monumenti storici, secondo i quali il materiale viene considerato come un'informazione di prim'ordine e da preservare. Pertanto, questo restauro di un monumento storico, di rilievo archeologico, integra requisiti in termini di conservazione dell'edificio e approccio ambientale.

Palazzo Farnese © Ambasciata di Francia in Italia/Mauro Coen
I lavori, avviati nel 2021, si sono svolti nell'arco di cinque anni, suddivisi in quattro fasi successive, ad iniziare dalla facciata su via dei Farnesi, per concludere con quella rivolta verso il Tevere. Quest'operazione ha mobilitato un mosaico di professionisti, tutti al servizio di un obiettivo comune di trasmissione di un incredibile patrimonio storico.
Gli interventi, in tutte le fasi, hanno riguardato la pulizia e il consolidamento dei paramenti in muratura e la revisione delle strutture e delle coperture in tegole antiche.
Le pulizie hanno rivelato materiali di qualità eccezionale e un ottimo stato di conservazione. Tutti gli elementi in muratura sono stati conservati mentre gli ornamenti e i giochi di colore sulle facciate composte dal travertino, dai mattoni ocra, dai mattoni rossi, hanno riacquistato leggibilità.

Palazzo Farnese © Ambasciata di Francia in Italia/Mauro Coen
Questo intervento ha permesso di raccogliere numerosi dati, acquisiti attraverso rilievi di carotaggi e prelievi per l'analisi delle composizioni dei materiali, che alimenteranno la ricerca scientifica per portare nuova luce sulla comprensione di questo monumento emblematico della storia dell’architettura.
Con la conclusione del restauro, si apre una nuova fase dedicata all’analisi dei numerosi dati raccolti nel corso dell’intervento. L’École, fedele alla sua tradizione di studio dell’edificio che la ospita da oltre centocinquant’anni, si impegnerà con entusiasmo in questa nuova operazione di ricerca, che permetterà di aggiornare e ampliare le nostre conoscenze sulle modalità di costruzione e conservazione di questo eccezionale patrimonio architettonico.
Brigitte Marin, Direttrice dell'École française de Rome

Palazzo Farnese © Ambasciata di Francia in Italia/Mauro Coen
Le facciate di pietra e mattone di Palazzo Farnese hanno visto la firma di quattro architetti che si sono contraddistinti a Roma: nel 1513, Antonio da Sangallo avvia il cantiere della facciata principale, mentre il palazzo era già occupato dal proprietario Alessandro Farnese. Nel 1546, dopo la morte del primo architetto, gli subentra Michelangelo che porta avanti il cantiere; realizza il cornicione del Palazzo, modifica la grande finestra della facciata principale e realizza il secondo piano del cortile interno. A partire dal 1550 il Vignola partecipa all’edificazione della facciata di via del Mascherone. Infine, nel 1573, Giacomo Della Porta intraprende la costruzione dell'ala retrostante e porta a termine, nel 1589, la facciata rivolta sul Tevere.
L'edificazione delle facciate di Palazzo Farnese si protrae quindi durante tutto il Sedicesimo secolo. A questi nomi famosi occorre aggiungere quelli degli inquilini del Palazzo, rappresentati sulla facciata da simboli ben precisi: festoni, le palme, la quercia di Papa Alessandro VII Chigi, le spighe di grano della dinastia dei Vasa alla quale apparteneva Cristina di Svezia, che ha soggiornato a palazzo, e ovviamente, il giglio dei Farnese.
Diventate testimonianze palesi del Rinascimento romano, queste facciate hanno ritrovato il loro splendore iniziale attraverso la valorizzazione degli elementi inerenti alla costruzione. Un intervento particolarmente importante per un luogo che non rappresenta soltanto una ricchissima testimonianza del passato ma continua tutt'oggi ad essere un luogo di incontro e di lavoro nonché uno spazio aperto agli artisti, ai ricercatori e al pubblico.
Foto di copertina: Palazzo Farnese dopo l'intervento di restauro (luglio 2026), veduta panoramica © Ambasciata di Francia in Italia/Mauro Coen