Laboratorio dipinti su tavola
Quando il restauro incontra il legno vivo
Tutto comincia negli anni Quaranta del Novecento, quando alcuni grandi capolavori dipinti su tavola, come l'Ecce Homo del Collegio Alberoni di Piacenza, il Polittico di San Gregorio del Museo Regionale di Messina e l'Annunciata del Museo di Palermo, posero ai restauratori problemi di enorme complessità. Affrontarli significò interrogarsi su come intervenire su un materiale fragile e vivo come il legno senza tradire né l'opera né la sua storia. Da quella riflessione nacque l'impostazione metodologica del restauro della pittura da cavalletto, confluita nella Teoria del restauro di Cesare Brandi, il testo che ha guidato l'attività dell'Istituto fino a oggi, con interventi diventati esemplari.
Il restauro è fatto di mani esperte, ma anche di strumenti molto precisi: un laser ad erbio Er:YAG (2940 nm), il sistema Light Brush 2, i microscopi Leica M651 e MS5, un Dino Light e le lampade di Wood, che con la luce ultravioletta aiutano a distinguere i materiali antichi da quelli aggiunti in interventi successivi. Proprio il laser è al centro di una delle linee di ricerca più attive. Dal 2016 il laboratorio ne studia le potenzialità insieme ai laboratori scientifici dell'Istituto e a istituti di ricerca nazionali come il CNR e l'INFN, presentando i risultati in vari contributi ai convegni di settore, tra cui quelli dell'Aplar, e approfondendoli in numerose tesi di laurea della Scuola di Alta Formazione (SAF) dell'ICR.
A guidare il laboratorio è Francesca Fumelli, responsabile del settore, che interviene anche nel video dedicato per illustrare il lavoro di restauro e le attività del laboratorio.
Lo spazio è rimasto quello originario, uno dei pochi ambienti del complesso arrivati a oggi inalterati, e lo condivide con il Laboratorio Manufatti Lignei Policromi, vicino naturale per chi lavora con il legno. Qui sono passati alcuni dei nomi più importanti della pittura italiana: la Maestà di Duccio da Boninsegna, la Flagellazione, l'Annunciazione, il San Girolamo nel deserto e la Visita dei Tre Angeli ad Abramo di Antonello da Messina, la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, i polittici veneziani di Antonio Vivarini e Giovanni d'Alemagna (quelli di Santa Sabina, del Corpo Santo di Cristo e della Vergine) e la serie delle icone mariane, dall'icona del Pantheon all'Icona Tempuli dell'oratorio di Santa Maria del Rosario, dall'icona di Santa Maria in Trastevere alla Madonna Hodigitria di Santa Maria Nova.L'attuale laboratorio dei Dipinti su Tavola nasce intorno agli anni Ottanta, in un'ala del Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, allora appena restaurato. Da allora si occupa delle opere di particolare interesse o complessità, studiandone i problemi di conservazione con tecnologie d'indagine e metodi di intervento in continua evoluzione.
Il restauro è fatto di mani esperte, ma anche di strumenti molto precisi: un laser ad erbio Er:YAG (2940 nm), il sistema Light Brush 2, i microscopi Leica M651 e MS5, un Dino Light e le lampade di Wood, che con la luce ultravioletta aiutano a distinguere i materiali antichi da quelli aggiunti in interventi successivi. Proprio il laser è al centro di una delle linee di ricerca più attive. Dal 2016 il laboratorio ne studia le potenzialità insieme ai laboratori scientifici dell'Istituto e a istituti di ricerca nazionali come il CNR e l'INFN, presentando i risultati in vari contributi ai convegni di settore, tra cui quelli dell'Aplar, e approfondendoli in numerose tesi di laurea della Scuola di Alta Formazione (SAF) dell'ICR.
Il laboratorio è anche un luogo di formazione. Cura il corso di Restauro dei Dipinti su Tavola nella laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali della SAF-ICR e studia da sempre i materiali e i metodi per proteggere e integrare le lacune, cioè le parti perdute della superficie dipinta. Particolare attenzione è dedicata alla tecnica del tratteggio, insegnata in stage internazionali (i corsi ITP, International Training Project) e in tirocini per studenti del progetto Erasmus. Dal 2023 si aggiungono seminari per gli studenti del primo anno della SAF-ICR di Roma e di Matera.Grazie ai progressi della strumentazione e al perfezionamento delle metodologie, oggi il laser è un valido aiuto ai metodi di pulitura tradizionali, che non sostituisce ma affianca.
A guidare il laboratorio è Francesca Fumelli, responsabile del settore, che interviene anche nel video dedicato per illustrare il lavoro di restauro e le attività del laboratorio.