Laboratorio materiali dell'arte contemporanea
Opere industriali, materiali instabili, scelte critiche
Dal 2008 il settore ha un'area dedicata nel Percorso Formativo Professionalizzante, quella dei manufatti in materiali sintetici, lavorati, assemblati e/o dipinti. Il laboratorio risponde così alle esigenze della didattica e alla necessità di avere un team specializzato per opere che, dalla fine dell'Ottocento, seguono logiche diverse dal passato.Il laboratorio nasce nel 2003, quando l'esperienza maturata in Istituto da almeno vent'anni nello studio e nell'insegnamento del restauro del contemporaneo confluisce in un anno finale di specializzazione, aggiunto al corso quadriennale della Scuola di Alta Formazione. A fondarlo sono Maria Grazia Castellano, restauratrice di lunga esperienza nel settore, Grazia De Cesare e Paola Iazurlo.
Il campo d'azione è ampio. Comprende le opere eseguite con smalti alchidici o alla nitrocellulosa e con polimeri acrilici e vinilici, ma anche i dipinti a olio moderno in tubetto, la cui produzione commerciale condiziona il comportamento nel tempo. Accanto a tele, cartoni e pannelli, spesso mutuati dall'edilizia, ci sono le plastiche, entrate nell'arte già con le prime avanguardie del Novecento. Collage, assemblage polimaterici, opere cinetiche o cinevisuali e installazioni mettono insieme materiali eterogenei, presi dalla quotidianità e spesso senza garanzie di durata. Quando serve, il laboratorio collabora con i restauratori di altri laboratori dell'Istituto o con professionisti esterni.
In oltre vent'anni sono state centinaia le opere restaurate, provenienti da collezioni e istituzioni come la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea e la Galleria d'arte moderna di Roma, il MAXXI, il Macro, il MART, il Museion di Bolzano, la Pinacoteca De Nittis di Barletta, la Fondazione Toti Scialoja e la Fondazione Palazzo Albizzini.Ogni intervento richiede un approccio mirato. Occorre conciliare forme di degrado talvolta volute dall'artista con la durata dell'opera, e ripristinarne a volte anche la funzione, oltre all'aspetto estetico. Per questo, sottolineano dal laboratorio, la scelta dell'intervento parte da un corretto inquadramento critico, per trovare l'equilibrio tra rispetto dell'autenticità materica e dei valori estetici.
Responsabile del laboratorio è Paola Iazurlo.