Laboratorio dipinti murali e intonaci

Conservare la memoria dipinta dell'architettura

Sulle pareti di una grotta, nell'abside di una chiesa o nella volta di un palazzo, la pittura murale è tra le testimonianze più dirette della storia dell'arte. Le superfici decorate dell'architettura raccontano gusti, tecniche e committenze dei contesti più diversi, da quelli rupestri a quelli monumentali, e fanno dell'edificio stesso un documento da leggere e da tutelare.

Il laboratorio dipinti murali e intonaci dell'Istituto Centrale per il Restauro si occupa di questo patrimonio fragile e complesso.

Un dipinto murale non è mai separabile dal supporto che lo accoglie: l'intonaco, la muratura e l'ambiente circostante sono parte della sua storia e delle sue vulnerabilità. Per questo la ricerca coinvolge i materiali originali e le tecniche esecutive, ma anche i metodi di intervento più adatti a ciascun caso.

Tra le sfide più impegnative ci sono gli ambienti ipogei, spazi scavati o sotterranei dove il microclima è particolare e instabile: umidità, temperatura e ricambio d'aria seguono regole diverse da quelle degli edifici in elevato. In queste condizioni la conservazione dei dipinti murali richiede studi approfonditi, perché ogni scelta, dal prodotto da impiegare alla modalità di applicazione, deve fare i conti con l'ambiente in cui l'opera si trova.

È in questa direzione che si muovono le attività di ricerca dell'Istituto, che comprendono lo studio dei pigmenti e delle metodologie conservative, con applicazioni in contesti come quello di Matera, dove l'architettura rupestre e il patrimonio pittorico che ospita pongono problemi specifici. Conoscere nel dettaglio i materiali con cui le superfici sono state decorate permette di capirne il comportamento nel tempo e di calibrare di conseguenza il restauro.

L'obiettivo è mettere a punto strategie operative compatibili con le caratteristiche ambientali di ciascun sito, in modo da garantire agli interventi durabilità e stabilità cromatica. Un restauro riuscito, in questa prospettiva, è quello che resiste nel tempo senza alterare l'aspetto originale dell'opera.


In copertina: Lucamaleonte, Nido di vespe, 2014, murale, Via del Monte del Grano, quartiere Quadraro, Roma. Progetto MURo (Museo di Urban Art di Roma). Il titolo richiama il soprannome con cui i nazisti indicavano il quartiere, considerato un covo di partigiani, oppositori politici, militari renitenti e sabotatori.