Santa Marta al Collegio Romano
ll restauro visto da vicino
Nel cuore di Roma, la ex chiesa di Santa Marta al Collegio Romano è un luogo in cui il restauro può essere osservato “mentre accade”. Affidata all’ICR e trasformata in laboratorio aperto al pubblico, permette di seguire da vicino il lavoro sulle superfici decorate e di capire come la conoscenza del monumento proceda insieme al suo recupero.
Il progetto Restauro Aperto è stato avviato nell'autunno del 2017, con l’obiettivo di riaprire stabilmente la chiesa al pubblico in forma di laboratorio di restauro. Si tratta di un edificio importante e prezioso ma poco noto, che il cantiere restituisce alla città. L’idea di mostrare i lavori ai visitatori non è nuova, ma qui diventa un metodo: si apre al pubblico non solo il risultato finale, ma anche i processi, le competenze e le scelte che rendono possibile la conservazione. Il cantiere è così insieme spazio di ricerca, di formazione e di condivisione.
Nella chiesa è stato portato per il restauro anche l’affresco staccato Apollo e Giacinto di Domenichino, proveniente dal Salone delle Firme di Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia: è l’ultimo dei tre dipinti dello stesso ciclo affidati all’ICR. Tra i materiali passati da Santa Marta ci sono anche i frammenti di un affresco duecentesco raffigurante il Cristo in trono, provenienti da Santa Maria della Rosa a Tuscania e giunti all’ICR dopo il terremoto del 1971.
Le visite guidate gratuite, condotte da storiche dell’arte e restauratrici, offrono approfondimenti storico-critici, architettonici, tecnici e scientifici sulle scoperte che i lavori di ricerca e restauro portano progressivamente alla luce. Le visite sono gratuite e su prenotazione, e l’accesso facilitato è disponibile su richiesta. Il calendario aggiornato si trova sul sito dell’ICR.
Il progetto Restauro Aperto è stato avviato nell'autunno del 2017, con l’obiettivo di riaprire stabilmente la chiesa al pubblico in forma di laboratorio di restauro. Si tratta di un edificio importante e prezioso ma poco noto, che il cantiere restituisce alla città. L’idea di mostrare i lavori ai visitatori non è nuova, ma qui diventa un metodo: si apre al pubblico non solo il risultato finale, ma anche i processi, le competenze e le scelte che rendono possibile la conservazione. Il cantiere è così insieme spazio di ricerca, di formazione e di condivisione.
La prima fase, dedicata alla controfacciata e alla prima campata, si è svolta tra il 2019 e il 2022. Le decorazioni plastiche e pittoriche della controfacciata sono state recuperate al termine di un intervento articolato concluso nel giugno 2022. Il cantiere si è poi spostato sull’abside e sulla terza campata, dove i lavori si sono svolti tra il 2023 e il 2024. Anche i dipinti murali del coro, restaurati, offrono l’occasione di scoprire interessanti palinsestiGli interventi condotti nella ex chiesa riguardano i dipinti murali, gli stucchi del Retti, gli affreschi di Gaulli e le superfici decorate dell’architettura, e restituiscono leggibilità alle diverse stratificazioni del complesso.
Nella chiesa è stato portato per il restauro anche l’affresco staccato Apollo e Giacinto di Domenichino, proveniente dal Salone delle Firme di Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia: è l’ultimo dei tre dipinti dello stesso ciclo affidati all’ICR. Tra i materiali passati da Santa Marta ci sono anche i frammenti di un affresco duecentesco raffigurante il Cristo in trono, provenienti da Santa Maria della Rosa a Tuscania e giunti all’ICR dopo il terremoto del 1971.
Le visite guidate gratuite, condotte da storiche dell’arte e restauratrici, offrono approfondimenti storico-critici, architettonici, tecnici e scientifici sulle scoperte che i lavori di ricerca e restauro portano progressivamente alla luce. Le visite sono gratuite e su prenotazione, e l’accesso facilitato è disponibile su richiesta. Il calendario aggiornato si trova sul sito dell’ICR.