A.B.O. THEATRON. L'arte o la vita

A.B.O. THEATRON. L'arte o la vita

Una mostra al Castello di Rivoli

25 Giu 2021 > 09 Gen 2022
A.B.O. THEATRON. L'arte o la vita

Achille Bonito Oliva inaugura una figura di curatore particolarmente espressivo, istrionico, sperimentale, al contempo enciclopedico e comportamentale. Compagno di strada degli artisti, in netto contrasto con le figure dei critici d’arte tradizionali che, prima di lui e della sua generazione, realizzavano mostre basate su presunti criteri scientifici di selezione e interpretazione. Achille è narcisista ma non vanitoso, una creatura straordinaria e intelligentissima
Carolyn Christov-Bakargiev

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta la mostra A.B.O. THEATRON. L’arte o la vita, un'esposizione che indaga la figura di uno dei più importanti storici dell’arte, critici e curatori contemporanei, Achille Bonito Oliva (Caggiano, 1939).
La mostra è stata pensata e curata da Andrea Viliani (responsabile curatore del Centro di Ricerca Castello di Rivoli CRRI), sulla base di un concetto di Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli e Achille Bonito Oliva (A.B.O. Io non mi guardo, io mi vedo).
Il Comitato scientifico della mostra è composto da Marcella Beccaria (Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Museo), e da storici dell’arte e curatori che negli anni hanno seguito con particolare attenzione la ricerca e l’attività saggistica e espositiva di Bonito Oliva, come Cecilia Casorati, Laura Cherubini, Stefano Chiodi e Paola Marino. 

La mostra raccoglie opere d’arte, documentazione di allestimenti, materiale d’archivio e una grande selezione di materiali televisivi gentilmente concessi da RAI Cultura e Rai Teche 

Tra i capolavori in mostra figura l’opera Primo piano labbra (1965) di Pino Pascali presente nella prima mostra del curatore alla Libreria-Galleria Guida a Napoli nel 1966.
In mostra anche il capolavoro Lo Spirato (1968-73) di Luciano Fabro presente in Contemporanea nel 1973, oltre a una serie di importanti opere della Transavanguardia tra le quali Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro (1977) di Mimmo Paladino, Cani con la lingua a spasso (1980) di Enzo Cucchi, Sinfonia incompiuta (1980) di Sandro Chia, Il cerchio di Milarepa (1982) di Francesco Clemente e Testa dell’artista cosmico a Torino (1984-85) di Nicola De Maria.
In mostra anche La Luna (1968) di Fabio Mauri esposto in Vitalità del negativo, 1970; Metrocubo d’Infinito (1966) di Michelangelo Pistoletto e Articolazione totale (1962) di Francesco Lo Savio esposti in Minimalia nel 1997-99, nonché TV-Buddha Duchamp-Beuys (1989) di Nam June Paik presente nella mostra Tribù dell’Arte, 2001.

Di particolare interesse, anche un'opera emblematica come Fountain (1917-64) di Marcel Duchamp

La mostra presenta una molteplicità di materiali, da quelli provenienti dall’Archivio di Bonito Oliva, come cataloghi, libri d’artista, inviti, brochure, cartelle stampa, progetti e immagini di allestimento, corrispondenze private, registrazioni di trasmissioni televisive, documentazioni fotografiche e video, nonché un’ampia parte della biblioteca personale, a quelli di proprieta pubblica, istituzionali, e privati.
A.B.O. THEATRON intende celebrare l’importanza di Bonito Oliva anche per l’affermazione del ruolo del curatore nell’ambito dell’arte contemporanea e, più in generale, mira a costituire il composito ritratto di una figura di intellettuale propositivo che ha superato le limitazioni delle strutture accademiche e ridefinito i campi e gli strumenti d’indagine della curatela nell’ambito della riflessione e produzione artistica contemporanea, divenendo una delle figure cardine della storia dell’arte del XX e XXI secolo.

Ripercorrendo la vasta attività curatoriale, teorica e comportamentale di Bonito Oliva la mostra A.B.O. THEATRON è articolata su tre livelli fra loro interconnessi, ognuno dei quali corrisponde a un importante aspetto del poliedrico operato del critico e del curatore

Il primo, la curatela delle mostre principali, selezionate dal curatore stesso quali, Amore mio (1970), Vitalità del negativo (1970), Contemporanea (1973-74), Opere Fatte ad Arte (1979), Le Stanze (1979), Aperto ’80 (1980) e Avanguardia Transavanguardia (1982), nonché Ubi Fluxus ibi motus (1990), Punti Cardinali dell’Arte. XLV Biennale di Venezia (1993),  Minimalia (1997) e Le Tribù dell’Arte (2001).

Un secondo livello della mostra, tratta l’enciclopedica scrittura saggistica e lo spazio privato, affidata alle sue più importanti pubblicazioni così come a un vasto materiale inedito

Infine, il terzo e ultimo che riguarda l’espressione comportamentale e lo spazio pubblico, ossia le attività per la radio, il cinema e soprattutto la televisione, ma anche i progetti per giornali e riviste, le onorificenze e gli strumenti atti a definire un vero e proprio culto della propria personalità, definendone la dimensione autonoma di personaggio pubblico.

In occasione della mostra, Bonito Oliva ha donato al Centro di Ricerca Castello di Rivoli il proprio archivio personale, mettendo a disposizione degli studiosi nazionali e internazionali il prezioso patrimonio intellettuale da lui costruito da oltre sessant’anni, con i primi scritti adolescenziali fino ai materiali più recenti

L’archivio di Achille Bonito Oliva sarà per la prima volta studiato, mostrato e pubblicato in questa occasione. 

Per l’occasione la Maison GUCCI ha appositamente realizzato le divise destinate agli “angeli custodi” della mostra, cioè il personale del Museo che accoglie i visitatori nelle sale e custodisce le opere esposte nel “teatro” della mostra". Come dei giardinieri di un parco immaginario, gli abiti verde salvia dei custodi, chiamati “jardiniers du théatre”, segnalano il percorso della mostra in un accompagnamento creativo che ribalta il tradizionale rapporto tra museo e sponsor. Qui il main sponsor collabora alla scena della mostra, valorizzando i lavoratori essenziali, ma spesso invisibili, del mondo dell’arte. Il progetto prende spunto dalla sfilata di febbraio 2020 quando Alessandro Michele, direttore creativo di GUCCI e il suo team, indossavano uniformi mostrando al pubblico il lavoro di backstage del défilé in occasione della presentazione della collezione “The Ritual”

A.B.O. THEATRON. L’arte o la vita
Coordinamento e sviluppo curatoriale: Andrea Viliani
Concept: Carolyn Christov-Bakargiev e Achille Bonito Oliva 
La mostra è realizzata con il contributo della Regione Piemonte e della Fondazione Compagnia di San Paolo.
Il catalogo è realizzato grazie al gentile sostegno dell’Amico Benefattore Gianfranco D’Amato