Viaggio nell'Italia "Come l'hanno fatta i Romani"
Un sito per raccontarla al mondo
24 Feb 2026 > 24 Feb 2026
Martedì 24 febbraio 2026, alle ore 15, sarà presentato il nuovo sito Italy as the Romans did nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro presso il Senato della Repubblica, Piazza Capranica 72, Roma. La conferenza sarà trasmessa in diretta su Web TV del Senato.
Il progetto nasce con l’obiettivo di raccontare l’Italia attraverso le tracce lasciate dall’Antico Impero Romano, un’eredità diffusa e capillare: strade consolari, archi, ponti, domus, terme e anfiteatri che costellano ogni città e borgo del Paese.

In Rete, le informazioni sulle vestigia romane sono spesso frammentarie e rivolte a un pubblico di esperti, mentre per uno straniero districarsi tra fonti in italiano diventa quasi impossibile. Italy as the Romans did vuole colmare questo vuoto, offrendo un racconto accessibile, visivamente coinvolgente e scientificamente accurato.

Da Aosta a Taormina, da Aquileia a Canne della Battaglia, il sito costruisce un itinerario ideale attraverso le vestigia romane meno conosciute. Non solo grandi città: il progetto valorizza anche i borghi, simbolo dell’identità italiana, come Acqualagna con la Galleria del Furlo, scavata dall’imperatore Vespasiano, o Ferentino e le vicine Città Erniche.

Ogni sezione segnala l’esperienza imperdibile — dalla "Domus del chirurgo" a Rimini al museo delle navi romane a Olbia — e propone itinerari che spesso si estendono ai dintorni. E, immancabile, il consiglio della "Taberna": la trattoria o il ristorante tipico da abbinare alla visita culturale.
L’idea del progetto è nata a Capri, davanti a Villa Jovis, dove Sarsini racconta di aver trovato solo cartelli scarni a indicare l’antica residenza di Tiberio. «Per undici anni quella villa fu il cuore dell’Impero romano, affacciata su un golfo straordinario», ricorda, sottolineando quanto poco spesso si valorizzino luoghi così significativi.

Una versione italiana non è esclusa in futuro. Intanto, il viaggio può cominciare così: guardando l’Italia come la videro i Romani, tra vestigia silenziose, borghi nascosti e storie che meritano di essere raccontate.
Il progetto nasce con l’obiettivo di raccontare l’Italia attraverso le tracce lasciate dall’Antico Impero Romano, un’eredità diffusa e capillare: strade consolari, archi, ponti, domus, terme e anfiteatri che costellano ogni città e borgo del Paese.
Si tratta di un progetto che unisce storia, cultura e turismo, accessibile a tutti grazie a mappe, fotografie, video e ricostruzioni in 3D — spiega Davide Sarsini, giornalista dell’agenzia Agi e promotore del sito —. Vogliamo far scoprire ai visitatori italiani e stranieri quei luoghi e quelle storie che spesso restano invisibili anche a chi vive in Italia”.

In Rete, le informazioni sulle vestigia romane sono spesso frammentarie e rivolte a un pubblico di esperti, mentre per uno straniero districarsi tra fonti in italiano diventa quasi impossibile. Italy as the Romans did vuole colmare questo vuoto, offrendo un racconto accessibile, visivamente coinvolgente e scientificamente accurato.

Da Aosta a Taormina, da Aquileia a Canne della Battaglia, il sito costruisce un itinerario ideale attraverso le vestigia romane meno conosciute. Non solo grandi città: il progetto valorizza anche i borghi, simbolo dell’identità italiana, come Acqualagna con la Galleria del Furlo, scavata dall’imperatore Vespasiano, o Ferentino e le vicine Città Erniche.

Ogni sezione segnala l’esperienza imperdibile — dalla "Domus del chirurgo" a Rimini al museo delle navi romane a Olbia — e propone itinerari che spesso si estendono ai dintorni. E, immancabile, il consiglio della "Taberna": la trattoria o il ristorante tipico da abbinare alla visita culturale.
L’idea del progetto è nata a Capri, davanti a Villa Jovis, dove Sarsini racconta di aver trovato solo cartelli scarni a indicare l’antica residenza di Tiberio. «Per undici anni quella villa fu il cuore dell’Impero romano, affacciata su un golfo straordinario», ricorda, sottolineando quanto poco spesso si valorizzino luoghi così significativi.
La scelta dell’inglese come lingua del sito non è casuale. «Ho pensato ai visitatori stranieri, offrendo loro uno strumento per un Grand Tour alternativo dell’Italia — precisa Sarsini —. Ma c’è anche un motivo più profondo: il latino era la lingua franca dell’Impero romano, universale nel suo tempo, come oggi lo è l’inglese».

Una versione italiana non è esclusa in futuro. Intanto, il viaggio può cominciare così: guardando l’Italia come la videro i Romani, tra vestigia silenziose, borghi nascosti e storie che meritano di essere raccontate.