Thomas Billhardt, c'era una volta la DDR

    Rituali quotidiani e momenti epici della Germania dell'Est (1958-1990)

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    Gli scatti di Thomas Billhardt (Chemnitz, 1937), uno dei più grandi fotoreporter contemporanei, sono esposti al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato grazie ad una donazione fatta dall'artista stesso.

    Nato nella Germania nazista, Billhardt è uno dei testimoni viventi del XX secolo. Sopravvissuto al nazismo e alla seconda guerra mondiale, è cresciuto ed ha studiato nel blocco orientale, passando poi in Occidente prima della caduta del muro di Berlino. Oggi vive tra l'Italia e la Germania.

    Come fotografo e fotoreporter Billhardt è stato oltre cinquanta volte nell'ex URSS, decine di volte in Vietnam, in Libano, in Cina, in Mozambico, in Iraq. Particolarmente famose sono le sue fotografie dal Vietnam e dalla Palestina. Ha lavorato molto anche in Italia: il vecchio PCI e la Giunta della Regione Toscana, negli anni settanta, gli commissionarono alcune pubblicazioni di alto pregio. Ha collaborato anche con iniziative solidali come le campagne di sensibilizzazione dell'UNICEF e di tanti enti morali.

    Col suo sguardo fotografico insieme appassionato e distaccato ha rappresentato per oltre trent'anni la DDR (la Repubblica Democratica Tedesca,  suo paese d'origine), ritraendone gli istanti quotidiani e le occasioni ufficiali, immortalando rituali comuni e momenti epici come la costruzione e la caduta del muro di Berlino.

    Le immagini di Billhardt testimoniano ciò che era la DDR, ma rivelano anche molto di ciò che era la componente umana e sociale di quel periodo.  Accanto a tribune e celebrazioni ufficiali, distretti industriali e scorci urbani, emerge lo spirito dei soggetti fotografati: allegro e ironico, disilluso e sardonico