Taijiquan. Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità

    L'anima profonda della Cina

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    Il 17 dicembre 2020 resterà un grande giorno per il Taijiquan e per i praticanti di tutto il mondo. In quella data, la XV sessione ordinaria del Comitato intergovernativo dell'UNESCO per la protezione del patrimonio culturale immateriale, ha approvato una risoluzione per inserire il Taijiquan nella lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità

    Il brillante risultato era atteso sin dal 2008 quando il governo della Repubblica Popolare Cinese, tramite lo Jiaozuo Chenjiagou Taijiquan Research Institute ha promosso presso l'UNESCO la relativa procedura. 



    Nel gennaio 2017 si era costituito un organo ufficiale supportato dal Dipartimento della Cultura e del Turismo della provincia di Henan che ha raccolto le principali scuole radicate in varie zone del paese sotto il nome di Coordinamento per la Salvaguardia del Taijiquan. Il Coordinamento ha pianificato uno sviluppo dei principi a salvaguardia del Taijiquan nel quinquennio 2021-2025. Oltre a sottolineare il fatto che il Taijiquan incarna il profondo carattere umanistico della Cina, il Coordinamento ha enfatizzato come esso sia radicato in molte aree della cultura cinese quali la Medicina Tradizionale, l'estetica, la biomeccanica e la filosofia Yin-Yang.  

    I cardini della filosofia Taiji sono pertanto compatibili con le diverse forme di sviluppo sostenibile proprio per il comune fondamento nel rispetto delle diversità e nel facile accesso a tutti. Si rende così manifesto il valore del sapere tradizionale per la preservazione della salute anche nel mondo contemporaneo
    Gianna Sabatelli

    Le sette scuole attive nel Coordinamento sono espressione di altrettante comunità locali cinesi:
    Stile Chen: Chenjiagou, nella provincia di Henan 
    Stile He: Zhabao Village, nella provincia di Henan 
    Stile Yang: Nanjie Guangfu Township, nella provincia di Hebei 
    Stile Wu: Qingchengnanqu, nel distretto di Beijing 
    Stile Wu: Dongjie, Guangfu, Township, nella provincia di Hebei
    Stile Wang Qihe: Huanshui, Xingjiawan, nella provincia di Hebei 
    Stile Li: Dongjie, Chengguan, Wuqing  nel distretto di Tianjin

    Le origini del Taijiquan sono documentate dalle ricerche di Tang Hao che nei primi anni Trenta del secolo scorso si recò a Chenjiagou, nella provincia di Henan, per rintracciare le fonti storiche del Taijiquan. 
    Attraverso l'analisi critica dei testi classici, di vari reperti e di informazioni orali verificabili Tang Hao arrivò a dimostrare che il capostipite del Taijiquan fu Chen Wangting, appartenente alla IX generazione della famiglia Chen, vissuto tra la fine della dinastia Ming e l’inizio della dinastia Qing, cioè all’incirca tra il 1600 e il 1680, a Chenjiagou, nel distretto di Wen della provincia di Henan.


    Chen Wanting combinò l'antica filosofia Yin-Yang sia con la teoria dei canali energetici propria della Medicina Tradizionale Cinese, sia con il sapere marziale tradizionale. In questo modo diede forma a un metodo che armonizza l’interno e l’esterno dell’essere umano. 

    Nei secoli successivi altri stili di Taijiquan sono derivati da quello originario della famiglia Chen 

    Il riconoscimento ricevuto genera, oltre che una grande emozione, anche una grande responsabilità in tutti gli appassionati del Taijiquan i quali sono chiamati a salvaguardare la preziosa eredità tradizionale cinese senza snaturarne i principi, le tecniche, la filosofia e l'etica. 
    Il rischio che corre il Taijiquan, per esempio con la sua ammissione tra gli sport olimpici, è infatti proprio quello di perdere la ricchezza e la complessità  appartenenti alla tradizione che resterebbero schiacciate sull'agonismo. 

    Oggi il Taijiquan è invece diffuso nel mondo soprattutto come disciplina del benessere psicofisico, praticato veramente da tutti, persone di qualsiasi età e condizione fisica

    Sono ormai centinaia le ricerche biomediche che dimostrano la sua efficacia sulla salute e la prevenzione delle malattie. Dai benefici sull'apparato osteo-articolare e sui sistemi cardio-vascolare, respiratorio e digestivo, all'azione di supporto in malattie quali il diabete, il morbo di Parkinson, le fibromialgie fino al comprovato rinforzo del sistema immunitario e di resistenza allo stress.
    Il Maestro Gianna Sabatelli, ricorda che fino a quaranta anni fa, quando intraprese lo studio del Taijiquan, in Italia pochissimi sapevano cosa fosse ed era persino complicato spiegarne i fondamenti senza sminuirlo con definizioni newage quali "meditazione in movimento" o "boxe con le ombre"
    Con l'apertura della frontiera cinese lentamente i maestri di Taijiquan cominciarono a diffonderlo. In particolare dai primi anni Novanta il Gran Maestro Chen Xiaowang, uno dei maggiori maestri viventi della famiglia Chen, ha fatto un grande lavoro di  diffusione dello spirito e delle tecniche di questa magnifica arte viaggiando in tutto il pianeta, addirittura compiendo  per oltre due decenni il giro del mondo completo ben due volte ogni anno.
    Un'ulteriore spinta di conoscenza è avvenuta nel 1999 tramite la rete che ha permesso la diffusione dell’iniziativa  World Taiji & Qi Gong Day, giornata internazionale del Taiji Quan e del Qi Gong (termine che indica un vasto sistema di esercizi fisici combinati con la respirazione). L’evento che ha ricevuto il patrocinio dell’ONU, si svolge ogni anno, l’ultimo sabato di aprile alle ore 10 (ora locale), a partire dalla Nuova Zelanda e così, simbolicamente, a quell'ora si genera una gigantesca onda di energia e di pace che si propaga in tutto il mondo. 


    Sergio Raimondo, è V° della Duan Chinese Wushu Association, e Maestro UISP (Unione Italiana Sport Per tutti) di Qigong e di Taijiquan Chen.
    Docente a contratto presso l’Università di Cassino e del Lazio meridionale, corso di laurea in Scienze Motorie e nel Master di Primo livello in Medicina Integrata dell’Università di Siena.
    Condirettore di “Ido Movement for Culture. Journal of Martial Arts Anthropology”, Università di Rzeszow, Polonia.
    Redattore scientifico di “Revista de Artes Marciales Asiaticas”, Università di Leon, Spagna e di “Journal of Martial Arts Research”, Università di Bayreuth, Germania.
    Autore di numerosi saggi e monografie pubblicate in italiano, inglese e cinese.
    Sergio Raimondo ha curato e pubblicato diversi saggi e libri sull'argomento, tra i quali (con Gianna Sabatelli): La forza di seta. Fondamenti e principi del Taijiquan Chen, Roma 2013; L’arte di nutrire la vita, in Vibrazioni nella forza. Storia critica delle discipline orientali, Molfetta 2007; Percorsi della risonanza. Lezioni di Qigong e Taijiquan, Cassino 2005.