Mariangela Melato

Mariangela Melato

Un'attrice a tutto tondo

Mariangela Melato

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Mariangela ed io ci siamo salutati canticchiando. Quella sera abbiamo canticchiato un motivetto che ci piaceva e poi io, prima di andar via, avrei voluto dirle ancora qualcosa di affettuoso. Ma lei mi rispose: Me lo dici domani... E domani non c' era più.
Renzo Arbore

Più di due ore di narrazione della vita di una grande attrice italiana: dal 1941 fino al 1989, ripercorsa attraverso le testimonianze e gli aneddoti raccontati da chi Mariangela l’ha amata, Renzo Arbore, l’ha avuta come amica per una vita, Annabella, o è stato suo collega di lavoro, Michele Placido e Giancarlo Giannini, per fare solamente due dei tanti nomi possibili.
Presentati in studio da Lella Costa, questi due speciali di Rai Storia dedicati a Mariangela Melato, scomparsa nel gennaio del 2013, sono arricchiti da rari filmati d’epoca tratti dalle teche della Rai. 
La prima puntata parte dal 1941, anno di nascita dell’attrice e arriva al suo anno d’oro, il 1974, svelando episodi inediti della sua giovinezza come gli studi di pittura all’Accademia di Brera o l’incontro con Giorgio Armani alla Rinascente di Milano dove Mariangela lavorava come vetrinista. Lo stilista ebbe un ruolo fondamentale nella sua formazione perché finanziò i primi corsi di recitazione all’Accademia dei Filodrammatici, sotto la guida di Esperia Sperani.
A 19 anni entra nella compagnia di Fantasio Piccoli. I suoi primissimi ruoli li interpreta accanto a Dario Fo fino all'incontro decisivo con Luchino Visconti con cui la Melato recitò nel 1967 in La monaca di Monza. Nell’estate del 1969, il ruolo di Olimpia nell’ Orlando furioso di Luca Ronconi al Festival dei Due Mondi di Spoleto segna l'inizio di un'intensa collaborazione ultraquarantennale tra l'attrice e il regista teatrale. E’ un periodo della carriera della Melato in cui riesce a dividersi tra palcoscenico e set cinematografici dove interpreta ruoli indimenticabili, anche di forte impegno sociale come in La classe operaia va in paradiso di Elio Petri del 1971, grazie al quale vince il Nastro d’argento per la migliore attrice.
Ma sarà Lina Wertmuller a consacrarla una delle più grandi e versatili attrici degli anni Settanta con le interpretazioni, sempre in coppia con Giancarlo Giannini, di Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972), con cui vince un secondo Nastro d’argento, Film d’amore e d’anarchia (1973) e Travolti dal destino in un azzurro mare d’agosto (1974). Risale al ‘74 anche il film di Steno La poliziotta, con cui si aggiudica il suo primo David di Donatello alla migliore attrice protagonista.

Nella seconda puntata si parte dal 1975 per arrivare fino al 1989. Sono gli anni della sua definitiva consacrazione e dei successi di botteghino con con il film di Sergio Corbucci Di che segno sei? (1975), nel quale recita in coppia con Adriano Celentano. Il 1976 è l’anno di Caro Michele di Mario Monicelli e di un secondo David di Donatello oltre ad un Nastro d'argento come migliore attrice. Torna a lavorare diretta da Elio Petri, sempre nel 76, con Todo modo, insieme a Gian Maria Volonté e Marcello Mastroianni.
Nel 1977 altro successo di pubblico e di critica con Il gatto di Luigi Comencini, interpretato con Ugo Tognazzi. Nello stesso anno Sergio Citti in Casotto le darà la possibilità di recitare con una star nascente del cinema internazionale Jodie Foster, oltre ad Ugo Tognazzi, Gigi Proietti, Paolo Stoppa e Michele Placido.
E ancora, La presidentessa (1977) di Luciano Salce, Saxofone (1978) di Renato Pozzetto, Oggetti smarriti (1979) di Giuseppe Bertolucci e Dimenticare Venezia (1979) di Franco Brusati.
Negli anni Ottanta è ancora nelle sale con Il pap'occhio (1980) di Renzo Arbore, col quale si lega sentimentalmente per un periodo ma i due artisti rimarranno sempre in ottimi rapporti fino alla morte dell’attrice nel 2013. 
La sua straordinaria capacità di confrontarsi con successo con il mestiere interpretando ruoli diversissimi tra di loro, la portarono, sempre nel 1980, a vestire i panni del Generale Kala, uno degli antagonisti del supereroe Flash Gordon nell’omonima pellicola di Mike Hodges.  Aiutami a sognare (1981) di Pupi Avati, col quale vincerà il suo ultimo David e il Nastro d'argento, Il buon soldato (1982), di Franco Brusati, Figlio mio, infinitamente caro... (1985), di Valentino Orsini, e Mortacci (1988), di nuovo di Sergio Citti.

Il successo cinematografico, la popolarità, la pioggia di premi e riconoscimenti che punteggiano una straordinaria carriera nel cinema, non smorzarono mai la sua passione per il teatro. Sui palcoscenici italiani diede vita a personaggi di grande intensità come nelle tragedie Medea (1986) e Fedra (1987). Ricordiamo anche le commedie: Il caso di Alessandro e Maria (1982) di Giorgio Gaber (con cui ebbe una storia d'amore segretissima) e Luporini e i classici Vestire gli ignudi di Pirandello (1990) e La bisbetica domata di Shakespeare (1992). Per quanto riguarda le apparizioni in televisione, nel 1983 partecipa alla prima edizione dello storico spettacolo musicale di varietà della Rai, Al paradise, diretto da Antonello Falqui.  

Sapevo fin da piccola che questo sarebbe stato il mio mestiere.
Mariangela Melato dal libro "Tutto su Mariangela" di Michele Sancisi (Giunti Editore, 2018)