Tutti amano Brad Pitt

Tutti amano Brad Pitt

Film figli e un certo Valentino

Tutti amano Brad Pitt
Splendido ultracinquantenne. Attore con una lunga filmografia all’attivo e già 32 anni di carriera alle spalle. Produttore prolifico e premiato. Attivissimo nel sociale, soprattutto a favore dei bambini poveri e denutriti. Brad Pitt, per anni considerato uno degli uomini più belli del mondo, col tempo ha differenziato i suoi impegni lavorativi e i suoi interessi. Piace alle donne ma è simpatico anche agli uomini, forse per quell’aria sempre scanzonata e alla mano. Visto di recente al Festival di Cannes dove ha presentato l’ultimo film di Quentin Tarantino, C’era una volta a Hollywood, (Once upon a time in...Hollywood), insieme agli altri protagonisti della pellicola, Leonardo Di Caprio e Margot Robbie, che uscirà in Italia a settembre. Un fascino che, come al solito, ha mandato in delirio pubblico e giornalisti. Nel 1991, dopo una serie di film che non gli diedero grande soddisfazione, si fece notare nel famoso road-movie di Ridley Scott, Thelma e Louise, nel ruolo minore di J.D., giovane ladro, che passa una folle notte con Geena Davis. Tanto bastò per conquistare il pubblico di tutto il mondo. E nacque una stella. In mezzo scorre il fiume di Robert Redford, dell’anno successivo, consolidò la sua fama di giovane promessa. In Kalifornia di Dominic Sena, del 1994 era un serial killer spietato e arrivarono le prime critiche positive. Per il ruolo si imbruttì e ingrassò, in perfetto stile hollywoodiano. Di nuovo protagonista nel film Intervista col vampiro di Neil Jordan del 1994, dove interpretava un vampiro tormentato che cerca di resistere al suo terribile impulso e ha la sventura di vivere per due secoli. Un film che ebbe grandissimo successo al botteghino e inventò un’estetica neo-gotica che fece scuola. Nel 1995 scaldò i motori e girò due pellicole di fila: il thriller Seven di David Fincher, film che si ricorda per la violenza estrema e per il suo ruolo di detective e L’esercito delle 12 scimmie del visionario Terry Gilliam, un thriller fantascientifico in cui, tra salti temporali passato-futuro, interpreta la parte di un malato psichiatrico. Anche questa volta, per immergersi nel ruolo, Pitt frequentò per settimane un ospedale psichiatrico. E arrivarono i primi riconoscimenti ufficiali. Una nomination all’Oscar per il miglior attore non protagonista e il primo Golden Globe, nella stessa categoria. Da qui in poi il successo e l’adorazione del pubblico saranno tutti per lui. Complice la sua avvenenza, la bravura ma anche un certo modo di fare che lo fa sembrare il vicino di casa che tutti vorrebbero. Sul suo aspetto ha sempre avuto le idee chiare: 

So che la bellezza può essere una trappola e solo con quella non si va lontano. Però quando mi guardo allo specchio mi sento bene
Brad Pitt

Quindi consapevole di se, come potrebbe essere altrimenti? Ma anche disposto ad imbruttirsi pur di avere una parte interessante. Nel 1997 interpretò un alpinista austriaco nel film Sette anni in Tibet di Jean-Jacques Annaud. La storia dell’amicizia tra Heinrich Harrer e il Dalai Lama giovanissimo, sullo sfondo del Tibet degli anni Quaranta, prima della cacciata del Dalai Lama dal Tibet ad opera del governo cinese. Un’amicizia tenera quella tra il giovane Dalai Lama giovinetto e curioso, ma già immensamente saggio, che gli faceva conoscere i fondamenti del buddhismo e l’alpinista che gli raccontava il mondo e le sue meraviglie fuori dal Tibet, il cinema per esempio. Una storia vera. Con Sir Antony Hopkins girò Vi presento Joe Black, di Martin Brest del 1998, interpretando il diavolo… Era arrivato il momento di sporcarsi di nuovo. E girò Fight club di David Fincher del 1999. La storia semi-fantascientifica di un giro di combattimenti clandestini. Entrò nel ruolo al punto da farsi togliere gli incisivi e farseli poi reimpiantare a fine riprese.

Una delle vere sorprese  fu Brad Pitt. Non diede mai motivo di pensare di essere un attore che cercava di proteggere la sua "bradpittità". In film del genere, il primo istinto è resistere e giocare sul sicuro. Pitt dimostrò di essere un attore di enorme talento. Non pensavo che potesse essere tanto temerario da andare oltre quello che gli altri si aspettavano da lui. La sua interpretazione fu stellare
Art Linson, produttore del film

Un successo non eccezionale che in seguito divenne film di culto grazie al passaparola.  Nel 2001 partecipò al primo dei tre Ocean, Ocean’s eleven,di Steven Soderbergh, la storia di una rapina ultramilionaria in un casinò di Las Vegas. Un film godibile, con un cast stellare, assieme a lui, George Clooney, Julia Roberts, Matt Damon, Andy Garcia. Da ricordare Troy, del 2004, che fece storcere il naso ai puristi a causa di una ricostruzione un po’ “americana” dell’Iliade ma lui era Achille, e che Achille. Dopo Troy girò una serie di film che piacquero a tutti, pubblico e critica: Babel di Alejandro González Iñárritu, con Cate Blanchett,  L’assassinio di Jessie James per mano del codardo Robert Ford di Andrew Dominik del 2007. Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher del 2009 ancora con Cate Blanchett, film che ebbe un grandissimo successo di pubblico, dove era un uomo che nasceva vecchio e moriva in fasce. Interpretazione che gli valse una Nomination all’Oscar per il miglior attore protagonista. E sempre nel 2009 Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, altro grande successo di critica e pubblico. Tra gli altri premi, nel 2007 vinse la Coppa Volpi per la migliore interpretazione alla Mostra del cinema di Venezia per il film L'assassinio di Jesse James. Ricevette la terza nomination all'Oscar come miglior attore per L'arte di vincere del 2011 e nel 2013 produsse 12 anni schiavo, che vinse l'Oscar come miglior film.
Nel 2013 ebbe  il suo successo commerciale più grande, col film World War Z, di Marc Forster, dove interpreta un uomo che deve fermare un’epidemia che sta per trasformare tutti in zombie. E Fury di Davidid Ayer del 2014 ambientato durante la Seconda Guerra mondiale.

Fury è un film che mi ha arricchito. Ho dovuto lavorare sulla leadership, mi sono addestrato all'arte del comando. E il comando non è nulla senza il rispetto. Sul set ero il primo ad arrivare, l'ultimo ad andarmene, il più veloce a eseguire gli ordini. Non mi sono mai lamentato di nulla: era fondamentale che gli altri ragazzi vedessero in me una specie di guida 
Brad Pitt

Siamo al presente. Cosa fa Brad Pitt nel tempo libero, cosa gli piace? E' cosa nota che sia padre di sei figli. Molto attivo nelle cause umanitarie. Negli anni ha donato milioni di dollari per i bambini poveri e denutriti. Per le vittime dell’uragano Katrina. Ama il design. E soprattutto le moto. Gira in moto tutti i giorni anche per sfuggire ai paparazzi. Ma la sua vera grande passione sorprende:

Siamo personaggi pubblici, non dovremmo avere idoli da venerare. Io ne ho uno che sta sopra a tutti gli altri: Valentino Rossi. Darei tutto per essere come lui. Quel ragazzo è un vero mago. Sarebbe capace di ipnotizzarmi. Non credi sia possibile perchè sembra pesi appena trenta chili, eppure ha dentro di sé velocità ed equilibrio. È capace di sdraiarsi sull'asfalto a fianco della moto, senza cadere. È un balletto, è arte pura
Brad Pitt