11 settembre 2001: il cinema reagisce al trauma

    11 settembre 2001: il cinema reagisce al trauma

    "Un anno dopo" di Danny Leiner (2005)

    11 settembre 2001: il cinema reagisce al trauma

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    Un trauma culturale collettivo da cui sembrava impossibile riprendersi ma anche un dramma umano che ha commosso il mondo. Il cinema, come gli altri media, ha contribuito in maniera puntuale all'elaborazione di quel terribile shock producendo, tra il 2002 e il 2012, film, documentari, serie tv e ricostruzioni giornalistiche per un'analisi del valore simbolico di quella epocale tragedia. 

    Molti sono i registi che nel corso del decennio hanno realizzato film sull'11 settembre. Tra loro, ben 5 premi Oscar: da Oliver Stone a Spike Lee, da Michael Moore a Kathryn Bigelow, da Alejandro Gonzales Inarritu e Danis Tanovic.

    La prima pellicola sul delicato tema dell'attentato alle Torri Gemelle di New York è del 2002 ed è un'opera corale: 11 settembre 2001. Undici episodi, ognuno della durata di 11 minuti, 9 secondi e un fotogramma, diretti dai premi Oscar Danis Tanovic e Alejandro Gonzalez Inarritu insieme ad altri 9 importanti cineasti come Yusuf Shahin, Amos Gitai, Claude Lelouch, Mira Nair, Ken Loach, Shohei Imamura, Idrissa Ouedraogo, Samira Makhmalbaf e Sean Penn.  Una coproduzione internazionale tra Regno Unito, Francia, Egitto, Giappone, Messico, Usa e Iran.

    Nello stesso anno il regista Spike Lee firma  La 25ª ora, tratto dall'omonimo romanzo di David Benioff. È uno dei primi film ambientati a New York dopo la tragedia ed il primo a mostrare Ground Zero, il luogo dove sorgevano le Torri Gemelle. Molto apprezzato in Europa, dov'è considerato uno dei migliori film di Lee, è stato presentato in concorso al Festival di Berlino.

    Il giorno del quinto anniversario dell'attentato, nel 2006, il regista Oliver Stone mostra al mondo il suo World Trade Center,  interpretato tra gli altri da Nicolas Cage e Michael Pena. Il film  racconta gli eventi di quell'11 Settembre 2001 dal punto di vista del corpo dei vigili del fuoco e delle forze di polizia di Manhattan, che subirono pesanti perdite di uomini e di mezzi. 

    Anche United 93, scritto, diretto e prodotto da Paul Greengrass, arriva nelle sale nel 2006. Si distingue dagli altri film perché gli autori lavorano alla sceneggiatura in stretta collaborazione con i familiari delle vittime. Quell'anno ricevette una nomination agli Oscar e vinse un Bafta. La vicenda che tratta riguarda un avvenimento parallelo all'abbattimento delle Torri e cerca di rispondere alla domanda: cosa accadde sul volo United Airlines 93 dirottato nel corso dell'attacco terroristico al World Trade Center e al Pentagono? L'aereo non raggiunse il suo obiettivo grazie ai passeggeri che reagirono eroicamente rivoltandosi ai dirottatori. Alla fine precipito' causando la morte di 40 persone piu' il terrorista.

    Famoso anche Zero Dark Thirty di un altro premio Oscar, Kathryn Bigelow, prima donna a vincere l'ambita statuetta in una categoria, quella del miglior regista, che è sempre stata appannaggio maschile.  E' il film piu' recente della serie, del 2012. La Bigelow parte dalle vicende dell' 11 settembre per ricostruire l'attivita' dei servizi segreti che portò all'uccisione di Osama bin Laden il 2 maggio 2011 in Pakistan. La trama si sviluppa tra il 2001 e il 2011 e narra le indagini e le ricerche che permisero all'agente della Cia Maya Lambert di scovare il rifugio del leader di Al-Qaida.

    Il film di cui vi proponiamo la visione, Un anno dopo, è del 2005. La regia è di Danny Leiner e gli interpreti sono Maggie Gyllenhaal, Jim Gaffigan, Olympia Dukakis, Judy Greer, Thomas McCarthy, Sharat Saxena. Ad un anno, appunto, dall'attacco alle Torri, la pellicola racconta cinque storie che si intrecciano tra di loro e che mettono in luce le paure e le incertezze che hanno segnato quegli anni. 

    Uno dei lavori più noti legati all'attentato dell'11 settembre non è un film ma un documentario e ha un titolo che evoca altre catastrofi. Fahrenheit 9/11 (2004) di Michael Moore non racconta direttamente gli eventi di quella giornata, ma vuole essere un j'accuse alle decisioni che l'allora presidente George W. Bush prese all'indomani dell'attentato. Lo stile è quello dell' "inchiesta" caro al regista. Distribuito nei cinema di tutto il mondo in piena guerra in Iraq e Afghanistan, ebbe molti problemi di distribuizione in patria dove, d'altra parte, fu un incredibile successo di botteghino, così come in tutto il resto del mondo occidentale. Vinse la Palma d'Oro a Cannes nel 2004.

    Tra i documentari e le docu-fiction prodotti, non si può non ricordare uno dei documenti più significativi e intensi sui fatti dell'11 settembre 2001. Fu girato quel giorno stesso, per puro caso, da due cineasti belgi, Jules e Gedeon Naudet, che in quel momento erano impegnati a filmare il lavoro di un gruppo di vigili del fuoco. Destino volle che seguirono i firefighters di Manhattan al World Trade Center e ripresero tutte le operazioni di soccorso svolte oltre che le immagini dell'attentato stesso e il crollo degli edifici.

    Restando ai documentari, almeno quelli meglio realizzati, nel 2006 Discovery Channel produce e distribuisce in Dvd L'aereo che non si arrese di Bruce Goodison, una docu-fiction che racconta il dirottamento del volo United 93 con dei flash back sulla vita privata delle quaranta vittime, tramite interviste ai parenti, ricostruendo artificialmente le ore che precedettero e caratterizzarono quello che gia' il grande cinema aveva raccontato. Nel 2009 History Channel, con i suoi potenti mezzi, produce I 102 minuti che sconvolsero il mondo,  un importante documento storico che racconta i 102 minuti trascorsi dall'attacco alle Torri Gemelle fino al collasso del secondo grattacielo attraverso filmati, video e registrazioni in larghissima parte inediti. Premiato con l'Emmy Awards come miglior documentario. 

    In Italia i giornalisti Giulietto Chiesa e Franco Fracassi, in collaborazione con Davide Marengo e Paolo Bianchi, realizzarono Indagine sull'11 settembre (2007), un' inchiesta giornalistica ricca di interviste, che, sulla scia delle ricostruzioni del documentario di Moore, solleva molti dubbi ed avanza anche inquietanti ipotesi complottistiche.

    La musica di Paul McCartney e le storie delle persone che hanno vissuto quella tragica mattina del 2001, per ricordare il giorno dopo il quale nulla è più stato come prima, Rai Cultura propone due prime visioni: The Love You Make su Rai 5 e Remembering 9/11 su Rai Storia. 

    The Love we Make, è la storia di un concerto che non si è mai svolto. La mattina dell’11 settembre del 2001, alle 8.43, Paul McCartney sta per decollare da New York, dall’aeroporto JFK. Pochi minuti dopo un primo aereo, e poi un secondo, colpiscono le Torri Gemelle. Paul decide di restare per dare una mano alla città sconvolta dall’attentato terroristico. In poco tempo organizza un concerto di beneficenza per i familiari delle vittime e i pompieri della città che si sono sacrificati per mettere in salvo quanta più gente possibile prima del crollo delle torri. Una proposta di Rai Cultura in onda mercoledì 11 settembre alle 21.15 su Rai5.

    È invece una rivisitazione degli eventi dell’11 settembre il documentario in onda alle 21.10 su Rai Storia, Remembering 9/11. Non una semplice ricostruzione, ma un’analisi dei fatti, partendo dal substrato culturale che animava gli attentatori e dal panorama politico internazionale per esaminare poi la risposta dei cittadini e del governo. Il racconto unisce la cronologia “visiva” degli eventi e le storie di uomini e donne che a Ground Zero hanno assistito in prima persona al caos, alla tragedia e alla sofferenza: soccorritori, sopravvissuti, famiglie delle vittime. Fino alla storia di uno dei terroristi che, convinto di rispettare la propria fede e le proprie convinzioni, prese parte all’attentato che fu un colpo al cuore degli Stati Uniti.