La Mostra com'era: 1941

Gli anni Quaranta

Condividi

Diciassette nazioni comprendenti tutta l'Europa "attiva, sana, operante" - recita lo speaker - partecipano alla 9^ edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 1941. Alessandro Pavolini, Ministro della cultura popolare del Regno d'Italia e Joseph Goebbels, ministro della Propaganda del Terzo Reich, intervengono alla rappresentazione di uno spettacolo riservato alle Forze Armate. Il mondo è in guerra e si vede. Le immagini riprendono personalità in alta uniforme e platee piene di soldati semplici, allineati sulle poltrone delle sale di proiezione come se partecipassero ad una parata militare. L'atmosfera è molto cambiata rispetto agli anni precedenti. Ora la grandeur del Regime, che coglie qualsiasi occasione mondana per far propaganda a se stessa, la fa da padrona e tuona contro la "frastornante propaganda americana". 

Anche nel cinema è guerra dichiarata. Il Regime cala i suoi assi: nella serata di presentazione di 'Corona di Ferro', la protagonista Luisa Ferida è al posto d'onore. E il film di Alessandro Blasetti si aggiudica la Coppa Mussolini come miglior film italiano 

Dopo la pausa bellica, la Mostra riprende nel 1946 con le proiezioni al cinema San Marco (il Palazzo del cinema è requisito dagli Alleati) sotto la direzione di Elio Zorzi, cercando di recuperare la libertà e il carattere internazionale che l'aveva fatta grande fino allo scoppio della guerra.

Nella seconda metà degli anni '40 si affacciano alla Mostra i film del neorealismo italiano: Paisà (1946) di Roberto Rossellini, Il sole sorge ancora (1946) di Aldo Vergano, Caccia tragica (1947) di Giuseppe De Santis, Senza pietà di Alberto Lattuada (1948), La terra trema (1948) di Luchino Visconti, che però la critica snobba. Forse perché sono di nuovo al Lido i grandi registi internazionali: Laurence Olivier, Fritz Lang, John Huston, David Lean, Orson Welles, Jean Cocteau, Michael Powell ed Emeric Pressburger, oltre ai già conosciuti Renoir, Duvivier, Ford, Carné. Tornano anche le star di Hollywood come Rita Hayworth, Joseph Cotten, Olivia de HavillandAnna Magnani riceve l'ambita Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile nel 1947 con L'Onorevole Angelina di Luigi Zampa. 

L'edizione del 1946 si svolge a settembre, senza sfarzo e con una semplice rassegna transitoria per gli accordi presi con gli organizzatori di un'altra manifestazione cinematografica appena nata: il festival di Cannes.

Una delle più riuscite edizioni della Mostra fu quella del 1947, organizzata nel cortile di Palazzo Ducale, con un'affluenza di pubblico record: quasi 90.000 presenze. Il '47 vede anche il ritorno del cinema dell'Unione Sovietica e l'arrivo di quello delle nuove "democrazie popolari", tra cui la Cecoslovacchia che si aggiudicò il primo premio con il film Siréna di Karel Stekly. Ripristinata la Giuria internazionale, si assegna il Gran premio internazionale di Venezia.

Nel 1949, direttore Antonio Petrucci, la manifestazione si trasferisce definitivamente al Palazzo del Cinema al Lido. Viene istituito il premio Leone di San Marco per il miglior film, vinto da Manon di Henri-Georges Clouzot. Dopo il successo del corto L’école des facteurs, l'eclettico Jacques Tati presenta alla Mostra il suo primo lungometraggio, Giorno di festa (1947), ambientato nel il piccolo villaggio francese di Sainte Sévère-sur-Indre, dove aveva trovato rifugio negli anni della guerra.