"Tutto il mio folle amore" di Gabriele Salvadores

Il 24 ottobre al cinema

Condividi

Da una storia vera, la storia di un padre e di un figlio. Un figlio speciale, affetto da disturbi dello spettro autistico, come lo definiscono più correttamente i medici. Tutto il mio folle amore si intitola il nuovo film di Gabriele Salvadores, nelle sale cinematografiche il prossimo 24 ottobre, presentato alla 76a Mostra del cinema di Venezia.

In questo film c'è molto. Innanzi tutto c'è un caso editoriale, il romanzo di Fulvio Ervas Se ti abbraccio non aver paura (Marcos y Marcos, 2012), vincitore del Premio Anima 2012 e del Premio Viadana (giuria giovani) 2013. Qui Franco, il padre, e Andrea, il figlio, hanno viaggato per anni in cerca di terapie per strappare il ragazzo alla malattia. 

Adesso partono per un viaggio diverso, senza bussola e senza meta. Insieme, padre e figlio, uniti nel tempo sospeso della strada. Tagliano l’America in moto, si perdono nelle foreste del Guatemala.
Per tre mesi la normalità è abolita, e non si sa più chi è diverso. Per tre mesi è Andrea a insegnare a suo padre ad abbandonarsi alla vita. Andrea che accarezza coccodrilli, abbraccia cameriere e sciamani. E semina pezzetti di carta lungo il tragitto, tenero pollicino che prepara il ritorno mentre suo padre vorrebbe rimanere in viaggio per sempre.

C'è anche qualcosa di Pier Paolo Pasolini nel film di Salvadores: il titolo. Tutto il mio folle amore è un verso estrapolato da una delle canzoni più struggenti di Domenico Modugno scritta dallo stesso Pasolini per Che cosa sono le nuvole, episodio shakespeariano (una rivitazione dell’Otello) di Capriccio all’italiana. E c'è la storia vera di un viaggio avventuroso dagli States al Guatemala di un padre e di un figlio autistico a bordo di una moto. Salvadores lo ambienta nel Nord-Est del nostro paese, terra d'origine sia dell'autore del libro che dei protagonisti veri della storia. Il viaggio si svolge invece nei Balcani dove Franco è un cantante che si esibisce ai matrimoni e alle feste di paese. E Andrea? Come lo vede il regista italiano premio Oscar?

Ho sempre pensato al nostro ragazzo protagonista come a un “fool” di Shakespeare, uno di quei folli buffoni che riescono a tirarsi dietro re e regine costringendoli a fare i conti con se stessi. E, nel nostro caso, a far ricorso a tutto l’amore che hanno ancora a disposizione. “Folle” e “Amore”. Ecco il titolo del film. Tutto il mio folle amore
Gabriele Salvadores