2020: il ritorno di James Dean

    2020: il ritorno di James Dean

    "Finding Jack" nei cinema l'anno prossimo

    2020: il ritorno di James Dean

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    Giovane per sempre, come James Dean. Prematuramente scomparso all’età di 24 anni in un incidente automobilistico, il “divo triste” del cinema hollywoodiano sta per compiere – primo fra tutte le star che non ci sono più – una specie di miracolo: nel 2020 interpreterà il suo quarto film con un ruolo da protagonista. Un nuovo record che si aggiunge a quello di essere stato il primo attore nella storia del cinema a vincere un Oscar postumo.

    Le nuove tecnologie applicate al cinema sono diventate talmente sofisticate che oggi mantengono le promesse più fantasiose. Si chiama full CGI (Computer-Generated Imagery) ed è in grado di ricostruire un ologramma con le fattezze dell’attore, partendo da fotografie del viso e del corpo dell’originale. 

    Quarto nella breve lista della filmografia di Dean dopo i tre titoli cult degli anni ’50 – La valle dell’Eden, Gioventù bruciata e Il gigante (che non riuscì ad ultimare) – il nuovo film si intitola Finding Jack e arriverà nelle sale cinematografiche nel 2020. Ambientato nel 1975 in Vietnam, la pellicola racconta il destino dei 10 mila cani impiegati dall’esercito americano durante la guerra e che vennero abbandonati a se stessi quando l'esercito degli Stati Uniti lasciò l'Indocina.

    La parte scelta per riportare in vita James Dean è quella di Rogen. I registi incaricati di realizzare il film pare abbiano spiegato di aver per mesi cercato l’attore giusto per interpretare il personaggio di Rogen e che poi la scelta sia caduta sull’ologramma della star hollywoodiana perché il più adatto ad interpretarla. 

    Con l’evoluzione delle tecnologie questa è una nuova frontiera da esplorare per tanti dei nostri clienti che non sono più con noi

    In confronto al caso di James Dean in Finding Jack, i precedenti degli attori Paul Walker, Oliver Reed, Brandon Lee e Philip Seymour Hoffman, antesignani di questo tipo di esperimento, erano solo “miracoli tecnologicamente isolati” che non implicavano comunque l'interpretazione postuma di un intero film con una parte da protagonista. Ma la società che sta dietro a questa spericolata operazione sta già pensando ad altri divi del grande schermo con cui ripetere l’esperimento. Tra loro Ingrid Bergman, Fred Astaire, Marilyn Monroe
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