Lo scrigno del cinema italiano

    La Cineteca Nazionale compie 70 anni

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    Il più importante archivio cinematografico in Italia e uno dei più importanti in Europa e nel mondo che conserva oltre 120.000 copie di pellicole, compie 70 anni. 

    Istituita nel 1949 con il compito di preservare e far conoscere il patrimonio filmico del nostro paese, il primo nucleo della Cineteca Nazionale nasce negli anni ’30 per supportare le attività didattiche del Centro Sperimentale di Cinematografia

    Chaplin, Vidor, Pabst, Clair, Dreyer, Lang, i classici ci sono tutti grazie al certosino lavoro di ricerca e di acquisizione dei primi direttori Luigi Chiarini, Umberto Barbaro e Francesco Pasinetti. Purtroppo con l’occupazione tedesca del ’43 molto va perduto. A guerra conclusa inizia l’opera di ricostruzione e nel 1949, appunto, una legge dello Stato promuove la collezione con il titolo di “cineteca nazionale” stabilendo l’obbligo legale di consegnavi una copia di ogni film di produzione o co-produzione italiana. A partire dal 1965 l’obbligo viene esteso ai cortometraggi, ai cinegiornali e alle attualità. Un patrimonio che nel tempo si è arricchito grazie a donazioni e scambi di materiali filmici con enti e archivi di tutto il mondo.

    Conservare e diffondere la cultura audiovisiva nazionale attraverso il nostro patrimonio cinematografico grazie ad un catalogo vastissimo. Questa missione la Cineteca la svolge mettendo a disposizione di organismi culturali senza fine di lucro i suoi film, organizzando proiezioni in Italia e all’estero ma anche occupandosi del restauro sia dei titoli capolavoro del nostro cinema che di pellicole cosiddette “minori”, fino ai film sperimentali. Ogni operazione di restauro mira alla preservazione della pellicola, ancora oggi considerata il miglior supporto per la conservazione a lungo termine delle immagini in movimento.

    Rara e preziosa anche la collezione fotografica e di manifesti con oltre un milione e mezzo di fotografie e circa 50 mila tra manifesti, fotobuste e locandine tra cui i fondi di fotografi di scena italiani, registi e produttori come Roberto Rossellini, Alfredo Bini e Osvaldo Civirani.

    Nel 2003 la Cineteca Nazionale acquisisce la gestione del cinema Trevi di Roma che utilizza come luogo di esposizione e di presentazione dei suoi film e delle opere provenienti da altre cineteche, nazionali e straniere. A gennaio del 2019 però la società proprietaria dello stabile annuncia la necessità di effettuare dei lavori di ristrutturazione e la Cineteca deve lasciare lo spazio. A seconda delle rassegne utilizza anche altri luoghi di proiezione, dalla Casa del Cinema al Palazzo delle Esposizioni e la scuola, ma con la chiusura della sede di vicolo del Puttarello perde la propria sala, almeno fino a quando non verrà riaperta in una nuova sede. Speriamo presto.

    Per celebrare questo importante anniversario, al Teatro dei Dioscuri al Quirinale (via Piacenza 1, Roma) è in corso una mostra dedicata all’attività della Cineteca Nazionale, a ingresso libero, visitabile fino al 12 gennaio 2020

    Nel filmato che vi proponiamo, le riprese di un avvenimento storico per il Centro Sperimentale di Cinematografia: la visita di Charlie Chaplin alle aule e ai laboratori della scuola romana nel 1952.

    Per approfondire la storia delle pellicole italiane conservate al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e del loro destino dopo il 1943 Raiplay propone il documentario di Lorenzo Pezzano Sperduti nel buio (2014). I fascisti, in fuga verso il Nord della Penisola, spostarono attrezzature cinematografiche e film a Venezia, città destinata a diventare la nuova Cinecittà della Repubblica di Salò. Nel cuore della laguna nasceva il Cinevillaggio.