Tonino: un poeta prestato al cinema

Il 16 marzo di 100 anni fa nasceva Tonino Guerra

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Certe speranze, quelle pure, quelle che nutriamo non per noi stessi, quelle il cui adempimento non deve tornare a nostro vantaggio, le speranze che teniamo pronte per tutti gli altri, che procedono dalla bontà innata della natura umana, queste speranze di un giallo solare, bisogna nutrirle, difenderle. Quand'anche non dovesse mai giungere l'istante in cui si compiano. Perché nessun inganno è altrettanto sacro...
Elias Canetti

Credo anch'io in tutto ciò che suscita una speranza, commentava Tonino ogni volta che rileggeva questa frase. Una frase che amava, disse Sergio Zavoli parlando ai funerali dell'amico di fronte alla piazza di Santarcangelo gremita di gente. Era il 21 marzo 2012, giorno che l'Onu ha voluto dedicare, in tutto il mondo, alla parola poetica.

Antonio Guerra, detto Tonino, amava la parola perché era innanzitutto un poeta. La poesia fu sempre il tessuto stesso della sua vita. E lui non la tradì mai, infilandola, a piccole dosi, omeopaticamente, in tutto quello che scriveva o faceva: nelle sceneggiature per il cinema come nei dipinti, nelle sculture, persino nelle lunghe passeggiate sui sentieri del suo Appennino.

A 100 anni dalla sua nascita, avvenuta a Santarcangelo di Romagna il 16 marzo 1920, vi proponiamo il documentario di Daniele Ceccarini e Mario Molinari Tonino (2017) che, attraverso la viva voce di Guerra e i ricordi di chi lo ha conosciuto e gli è stato amico, ricostruisce i suoi talenti e la sua opera nel cinema, nella letteratura e nell'arte. Il film si avvale del contributo dello scrittore Luis Sepulveda, di Vittorio Taviani e Giuliano Montaldo, del critico d'arte Vittorio Sgarbi, di Oscar Farinetti e di tanti altri.