John Landis

Compie 70 anni il papà de "I Blues Brothers"

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Ha compiuto 70 anni il 3 agosto 2020 il regista statunitense John Landis, il "papà" di uno dei film più amati dalla generazione che nel 1980, anno di uscita della pellicola, avevano l'età giusta per vederlo. Sceneggiatore, attore comico, produttore cinematografico e televisivo, deve la sua carriera ad un impiego come portalettere per la Twenty Century Fox che gli permise, ancora adolescente, di conoscere molte personalità del mondo del cinema, primo fra tutti Alfred Hitchcock. La confidenza e l'amicizia con attori e registi però non gli risparmia una lunga e dura gavetta che Landis affronta con il sorriso che lo contraddistigue. Debutta nella regia nel 1973 con il film satirico Slok che lui stesso interpreta.  

Nel 1978 esce la sua terza pellicola, Animal House e da lì la strada per Landis è tutta in discesa: il film, che vede per la prima sul grande schermo volta il faccione di John Belushi, è un trionfo. Seguono a ruota altri titoli di grande successo, da I Blues Brothers (1980), di cui firma anche la sceneggiatura insieme a Dan Aykroyd, a Un lupo mannaro americano a Londra (1981). Del 1983 è il film Ai confini della realtà (Twilight Zone: The Movie) diretto insieme a Joe Dante, Steven Spielberg e George Miller,  un omaggio all'omonima serie televisiva in onda negli Stati Uniti dal 1959 al 1964. 

Oltre a Belushi, anche Eddie Murphy deve molto a John Landis e alla sua abilità di talent scout. Nel 1983 esce nelle sale statunitensi (in Italia l'anno successivo) il film comico Una poltrona per due, interpretato da un giovane Murphy, da Dan Aykroyd e Jamie Lee Curtis. Candidato all'Oscar nel 1984 per la Migliore colonna sonora, vinse due premi della British Academy of Film and Television Arts. Il successo venne replicato nel 1988 con Un principe cerca moglie.

La mano di John Landis guida la cinepresa anche di molti videoclip musicali. I più famosi (e anche più costosi) sono Thriller di Michael Jackson (1983) e Spies Like Us (1986) di Paul McCartney.

Per festeggiare il 70° compleanno di John Landis, vi proponiamo questa recente intervista al regista realizzata da Movie Mag e una gallery fotografica dedicata a John Belushi.
Photogallery

Settant'anni fa nasceva John Belushi

Nel 2019 avrebbe compiuto 70 anni John Belushi, se non avesse amato gli eccessi. Attore comico e cantante, di origini albanesi ma nato negli Stati Uniti, a Chicago, il 24 gennaio del 1949. Morto nel bungalow numero 3 dell’Hotel Chateau Marmont a San Francisco nel 1982, a soli 33 anni, per abuso di alcol e droga. 

Scervellato, sferico attore comico, noto per le sue imitazioni al Saturday Night Live, trovato senza vita in un bungalow a Hollywood

Il trafiletto sul New York Times dava così la notizia della morte del comedian. Poche parole, come se Belushi e la sua irresistibile vena satirica si riducessero a quello. Anche la stampa, come i boss della Paramount Picture, il suo manager, persino il pubblico che lo aveva adorato, gli avevano voltato le spalle. Colpa dei flop dei suoi ultimi film? Del fatto che si era lasciato andare alla depressione, agli abusi, ad una vita trasandata? 

Vita breve e breve carriera che si può riassumere in cinque titoli di cui due memorabili tanto da essere entrati a pieno diritto nella storia del cinema americano: il college movies Animal House del 1978 e il musical demenziale The Blues Brothers del 1980. Entrambi diretti dal John Landis. Gli altri tre film – 1941, allarme a Hollywood (1979 di Steven Spielberg); Chiamami aquila (1981 di Michael Apted) e I vicini di casa (1981 di John Avildsen) lo vedono già sulla strada del declino, fisico e psicologico. 

I miei personaggi dicono che va bene essere incasinati. La gente non deve necessariamente essere perfetta. Non deve essere intelligentissima. Non deve seguire le regole. Può divertirsi. La maggior parte dei film di oggi fa sentire la gente inadeguata. Io no
John Belushi