Nanni Loy e lo spettacolo del quotidiano

Ricordando il regista scomparso il 21 agosto 1995

Il 21 agosto 1995 moriva a Fregene, località balneare del litorale romano, Nanni Loy. Regista cinematografico, attore e autore di programmi televisivi all'avanguardia, Loy era nato a Cagliari il 23 ottobre 1925. Precursore e inventore di un genere tv che diventerà nel tempo il più popolare degli spettacoli. Protagonista la quotidianità che, catturata di nascosto dalla macchina da presa, rivela tutta la sua forza espressiva. Loy scopre la forza della gente comune, anonima, attraverso piccole, ironiche e sorprendenti storie del quotidiano. La serie televisiva Specchio segreto, realizzata dalla Rai nel 1964, è una vera rivoluzione: con una macchina da presa nascosta Nanni Loy provoca le più imprevedibili reazioni di tanti italiani fermati per la strada o nei luoghi pubblici. L'effetto umoristico è esplosivo.

Nel 1977 ripete l'esperimento con Viaggio in seconda classe dove l'espediente della candid camera si sposta sui vagoni dei treni di seconda classe. Nanni Loy, insieme ad una squadra di "provocatori" (Giorgio Arlorio, Fernando Morandi, Anna Altomare) fotografa l'Italia che viaggia a pezzo ridotto, pendolari e lavoratori, stimolandoli alla confidenza e alla chiacchiera anche leggera. Il programma è stato trasmesso dalla Rai a partire dal 6 aprile 1977 in due cicli per un totale di 10 puntate.

Nanni Loy si trasferisce a Roma molto giovane e, dopo essersi diplomato in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, inizia la trafila nel mondo dello spettacolo come assistente di Luigi Zampa.  A 32 anni esordisce alla regia (ed alla sceneggiatura), insieme a Gianni Puccini, con un giallo ambientato nel dopoguerra, Parola di Ladro. Nel 1959 dirige, per la prima volta da solo, L'audace colpo dei soliti ignoti, sulla falsariga de I soliti ignoti di Mario Monicelli, uscito l'anno prima. Negli anni successivi affronta temi più impegnativi con le pellicole Un giorno da leoni (1961) e Le quattro giornate di Napoli (1962, con Gian Maria Volontè), film con cui vince due Nastri d'Argento ed un premio al Festival di Mosca. Entra nella storia della televisione italiana con la celebre battuta "Scusi, posso fare la zuppetta?": è la prima, riuscitissima, candid camera del piccolo schermo con cui Loy conquista il grande pubblico degli anni Sessanta.

Dopo essersi dedicato alla sperimentazione televisiva, durata due anni, rientra nel mondo del cinema con il genere commedia: nel 1965 dirige Made in Italy, che segna l'inizio del sodalizio con Nino Manfredi. Sodalizio che prosegue con II padre di famiglia (1963), Rosolino Paternò, soldato (1970) e Café Express (1980). Seguono Testa o croce (1983) e Mi manda Picone (1984), con Giancarlo Giannini e Lina Sastri. La sua ultima produzione è stata A che punto è la notte (1994) tratto dal giallo di Fruttero e Lucentini da cui Loy trasse ispirazione per creare una serie tv in due puntate con Marcello Matroianni. All'età di 70 anni, muore nella sua abitazione di Fregene colpito da un ictus cerebrale.