"Quel giorno tu sarai" apre il 33° Trieste Film Festival

"Quel giorno tu sarai" apre il 33° Trieste Film Festival

In sala il 27 gennaio

"Quel giorno tu sarai" apre il 33° Trieste Film Festival

Ogni nuovo film di Mundruczó e Wéber arriva come un salutare shock per gli spettatori e per chi fa cinema: si tratta di due autori che non smettono mai di avventurarsi in territori inesplorati. Con Quel giorno tu sarai riescono a drammatizzare il movimento stesso del tempo, il modo in cui ricordiamo e il modo in cui dimentichiamo.
Martin Scorzese

Il nuovo film del regista ungherese Kornél Mundruczó, sceneggiato in coppia con Kata Wéber, apre quest'anno la 33^ edizione del Trieste Film Festival il 21 gennaio. Quel giorno tu sarai  (Evolution), che esordisce nelle sale italiane il 27 gennaio, arriva a un anno di distanza dallo straordinario successo di Pieces of a Woman (2020), premiato al Festival di Venezia e candidato all’Oscar, di nuovo con Martin Scorsese nelle vesti di produttore esecutivo. Nato, come il film precedente, da una produzione teatrale, Quel giorno tu sarai attinge dall'esperienza della madre ungherese della sceneggiatrice.


Kata Wéber e Kornél Mundruczó a Cannes

Protagonista del lungometraggio, una famiglia che attraverso tre generazioni si confronta con l’eredità della Shoah, dalla nascita miracolosa di Éva in un campo di concentramento fino alla vita quotidiana del nipote Jonas e di sua madre nella Berlino di oggi. Ispirandosi a eventi realmente accaduti, Mundruczó e Wéber realizzano una riflessione potente sulla memoria e l’identità, anche grazie a un cast formidabile e a una messinscena che lascia a bocca aperta per i suoi incredibili piani sequenza.

Una scena del film "Un giorno tu sarai"

Siamo felici di aprire il 33. Trieste Film Festival con il nuovo film di una delle personalità più interessanti del cinema ungherese ed europeo, Kornél Mundruczó, già ospite più volte da noi, scritto come il precedente Pieces of a Woman da  Kata Wéber: un racconto strutturato come un trittico su tre generazioni di una famiglia che dai campi di concentramento nazisti alla Berlino multiculturale dei nostri giorni cerca di guarire dalle ferite e dai traumi della Storia: e sono proprio i giovani a darci una lezione di speranza e di umanità, in un'Europa forse finalmente aperta alla convivenza tra culture diverse.
Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo, direttori del TFF