"Francesco di Assisi" di Liliana Cavani

"Francesco di Assisi" di Liliana Cavani

Film per la TV del 1966

"Francesco di Assisi" di Liliana Cavani
Primo lungometraggio prodotto dalla Rai, nel 1966 Liliana Cavani firma Francesco di Assisi, con Lou Castel nel ruolo del santo, Renato Cucciolla in quello del fedele frate Leone, Marco Bellocchio era Pietro di Stacia e Giancarlo Sbragia Bernardone, il ricco mercante padre di Francesco.

La pellicola nasce come miniserie televisiva in due puntate e viene presentata alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 1972 è rieditata come film e nel 2007 restaurata a cura di Cinecittà e Ministero della Cultura.

La genesi del suo Francesco di Assisi la racconta la Cavani stessa che allora, a 33 anni, dopo la laurea e il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, aveva da poco vinto un concorso ed era entrata alla Rai: Angelo Guglielmi, allora dirigente, aveva avuto l'incarico di produrre una celebrazione dedicata a Francesco, uno spettacolo di prosa, da mettere in scena dentro uno studio di via Teulada, con un attore che avrebbe dovuto recitare il Cantico delle creature. La regista, profondamente colpita dalla lettura della Vita di San Francesco di Paul Sabatier, si rifiuta di dirigere lo spettacolo e con il budget a disposizione per la serata – trenta milioni di lire – propone di girare un lungometraggio.

Rimasi stupefatta dalla modernità di questa figura: la sua è stata una rivoluzione generazionale, e per questo sempre attuale
Liliana Cavani

Il suo Francesco è un giovane ribelle, l’approccio del film profondamente sociale tanto da essere accusato di “criptocomunismo” e sarà considerato un precursore del ’68.

Fa scalpore la scelta del protagonista: il ventitreenne Lou Castel, diventato celebre con il film-scandalo Pugni in tasca di Marco Bellocchio, dove interpreta un ragazzo che massacra la sua famiglia. Nel caso poi non fosse abbastanza chiaro il senso della scelta, Cavani chiama nel cast anche lo stesso Bellocchio come attore, affidandogli una piccola parte. Nel ruolo di Leone, invece, c’è Riccardo Cucciolla, che sarà l’anarchico Nicola Sacco in Sacco e Vanzetti di Montaldo e Antonio Gramsci nel Delitto Matteotti di Florestano Vancini.

Il film ha anche un altro primato: oltre alla cura con cui sono stati ricostruiti scenografia e costumi dell'epoca, è girato quasi totalmente in presa diretta con un innovativo approccio documentaristico.