"I pugni in tasca", torna in sala restaurato

"I pugni in tasca", torna in sala restaurato

Al cinema dal 23 marzo 2026

"I pugni in tasca", torna in sala restaurato
Torna in sala dal 23 marzo 2026, restaurato dai laboratori della Cineteca di Bologna, I pugni in tasca, film del 1965, scritto e diretto da Marco Bellocchio, allora ventiseienne, al suo debutto alla regia. Il restauro è stato realizzato in collaborazione con Kavac Film, con il sostegno di Giorgio Armani. Distribuito da Cat People e Cinematocco.

Il restauro riporta l’opera nella sua versione integrale, reintegrando la sequenza del bacio tra fratello e sorella, censurata nel 1965, scena che accentua ulteriormente la carica provocatoria del film

In una famiglia isolata e fragile, Alessandro (Lou Castel), giovane epilettico soffocato dall’ambiente domestico, sviluppa un piano estremo per liberarsi della madre cieca (Liliana Gerace) e dei fratelli (Paola Pitagora, Pierluigi Troglio), che percepisce come un ostacolo alla realizzazione di sé che non sa bene neanche lui cosa sia. La sua ribellione, più autodistruttiva che liberatoria, trascina la famiglia e se stesso in una fine che non può essere che tragica. 

Ambientato in una provincia ferma e soffocante sulle colline del Piacentino, il film racconta quanto la famiglia possa diventare luogo di tensione, repressione e violenza più o meno esplicita.

Bellocchio non addolcisce nulla e urla il suo disagio, senza cercare consolazioni, con uno stile essenziale. Non perde tempo

Il racconto, portato avanti da Bellocchio con ritmo spezzato e improvvise accelerazioni, rompe gli schemi e allarga lo sguardo oltre la dimensione privata per affrontare un conformismo autoritario cieco e violento, in un’atmosfera tesa e claustrofobica che accompagna lo spettatore fino all’ultima scena. A marcare ulteriormente l’identità del film contribuisce la colonna sonora di Ennio Morricone.

Attaccando direttamente la cellula familiare, che è in Italia la meglio protetta e la più rispettata di tutto il corpo sociale, denunciando con una violenza sbalorditiva la commedia dei buoni sentimenti che regge le relazioni tra i genitori e i figli e dei figli tra di loro, Marco Bellocchio si rivolta anche contro tutte le altre convenzioni, morali, religiose e borghesi che soffocano i suoi eroi
Jean De Baroncelli  su "Le Monde"