Carola Carulli ed Emanuele Gallo. UNA, DUE, CENTO
L'invisibile legame tra una madre e una figlia
Su una selvaggia spiaggia del Circeo, una giovane donna ripercorre i ricordi della madre scomparsa, una figura distante e assorbita dal proprio mondo. Camminando tra gli scogli e le dune, la ragazza si confronta con una bambina incontrata sulla sabbia: un incontro simbolico che risveglia memorie d’infanzia, fatte di desideri inascoltati e silenzi.
Carola Carulli
Il Corto desidera esplorare il delicato e spesso invisibile legame tra madre e figlia, mettendo in scena un rapporto segnato dall’assenza e dal desiderio mai corrisposto.
La scelta della spiaggia selvaggia di San Felice Circeo sia come luogo fisico sia come paesaggio interiore, diventa il simbolo della solitudine e dei vuoti affettivi della protagonista.
Carola Carulli
L’approccio visivo si concentra sulla forza espressiva dei volti. Attraverso inquadrature ritrattistiche e primi piani, cerchiamo di catturare non solo le espressioni, ma anche il non detto che si cela negli sguardi e nei silenzi. Questi varchi sull'anima, che ognuno di noi tenta di nascondere, ma che tutti cercano affannosamente di individuare, diventano il punto focale della narrazione, permettendo allo spettatore di connettersi profondamente con l'interiorità delle protagoniste.
Emanuele Gallo