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    Pinocchio voleva diventare vero

    Il burattino compie 138 anni

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    Quando pensiamo a Pinocchio pensiamo alla favola bella del burattino di legno, dei carillon di Geppetto, della fata turchina. Ma la vera storia di Pinocchio è decisamente più nera di quella cui ci ha abituato Walt Disney con il suo cartone animato. Luigi Comencini, con il suo sceneggiato televisivo, ha creato un personaggio più fedele alla storia originale di Collodi, rispettando il contesto storico e inserendo Pinocchio in un'Italia contadina. Tra sogni e marachelle, bugie e nasi lunghi, fate turchine, gatti e volpi, si vede e si tocca un paese poverissimo. A casa di Geppetto il camino acceso è dipinto sul muro. Pinocchio, goloso come tutti i bambini, mangia prima gli spicchi di mela, poi le bucce, infine affamato divora il torsolo. I concetti di adattamento e trasformazione, non sono applicati solo alla metamorfosi del protagonista ma ad ogni particolare della fiaba. La morale è sempre dietro l'angolo. Pinocchio vende l'abecedario che Geppetto gli ha comprato con tanti sacrifici. La medicina della fata turchina sarà buona perché ricoperta di zucchero. Niente è come sembra. Pinocchio burattino che vuole diventare un bambino vero, Pinocchio figlio adorato, viziato, che spreca i soldi del vecchio genitore commettendo marachelle come tutti i bambini. Crescere è un mestiere faticoso. La marionetta di Collodi non fa eccezione. E solo superando numerose prove potrà avvenire la tanto desiderata trasformazione.