Libri e film: una storia d'amore

    Dalla carta alla pellicola

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    Quando i libri sono così buoni da diventare film. O quando, pur non essendo eccezionali, forniscono un ottimo spunto per una sceneggiatura. Quando i film fanno dimenticare l’opera da cui sono tratti o quando - viceversa - sono i libri a svettare. In ognuno di questi casi la letteratura corteggia il cinema e il cinema si fa corteggiare. Non sempre il risultato è eccellente ma per l’effetto quasi magico del gioco di rimandi, un film tratto da un libro è un'opera di cui si parla. L’equilibrio qualitativo tra l’opera originaria e il film è stato centrato tante volte nella storia del cinema. Lungi dal voler fare un elenco di titoli di successo, qualche esempio è necessario. Da un grande classico della letteratura italiana, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, testo dal quale è scaturita la celebre frase “cambiare tutto per non cambiare nulla”, Luchino Visconti ha ricavato un film sontuoso. Il regista, celebre per l’amore dei dettagli e la cura minuziosa delle ambientazioni, ricrea una scenografia il più possibile fedele alla sceneggiatura. Il Gattopardo è un film sfolgorante, con un cast magnifico. Anche se il significato del libro e del film sono cosa ben lontana dalla bellezza e dallo sfarzo: il disfacimento e la morte, il senso della fine di ogni cosa. Ciò malgrado, quel che resta nella memoria sono Burt Lancaster - Principe di Salina, Alain Delon - il nipote Manfredi e Claudia Cardinale - Angelica, nella scena della festa. La morte può aspettare, nascosta tra le gonne inamidate e fruscianti del ballo. Matrimonio riuscito. Voliamo in America per citare il film Le Ore, tratto dal libro The Hours di Michael Cunningham. Il film indaga, come il libro, nella psiche e nella sensibilità di tre donne apparentemente diverse. Ma tutte ugualmente legate tra loro, malgrado le differenze spazio-temporali, dalla scrittrice Virginia Woolf, una delle tre protagoniste. Un film femminile, intimo, parlato, fatto di solitudini, sofferenza interiore ed esteriore, come il libro. Il cast è composto da Meryl Streep, Nicole Kidman e Julianne Moore. Con quest’opera l’autore del libro, Cunningham, ha vinto il premio Pulitzer, con il film, Nicole Kidman ha vinto l’Oscar come migliore attrice protagonista. Restano l’abbandono, un sussurro, un soffio di costante insoddisfazione, figli non amati, donne e solo e sempre donne, sole. Gli uomini restano sullo sfondo. Matrimonio d’amore. Due esempi sufficienti a spiegare cosa possa rappresentare la letteratura nel cinema, sempre abbastanza autonomo da produrre film di grande qualità senza passare dalla libreria. E’ solo una delle innumerevoli possibilità che ha.