Bernardo Bertolucci

Il regista intellettuale

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Bernardo Bertolucci, il grande regista recentemente scomparso, era nato in un ambiente colto e raffinato. Il padre Attilio è stato un grande poeta del novecento. L’influsso familiare portò il giovane Bernardo ad iscriversi alla facoltà di Lettere. Ma l'incontro con Pier Paolo Pasolini cambiò i suoi orizzonti. Bertolucci lasciò gli studi e cominciò a lavorare nel cinema. Il primo ruolo di rilievo fu come assistente di Pasolini nel film d’esordio del poeta e scrittore friulano: Accattone. In seguito, emancipatosi dalle tematiche care al poeta, Bertolucci trovò la sua strada. Pellicole di ampio respiro e kolossal, alternati a film più intimi, dove venivano approfondite tematiche intellettuali: il dubbio, la trasgressione, il profilo politico ed esistenziale. Uno dei suoi successi fu Ultimo tango a Parigi, del 1972. Storia di una coppia alla deriva, Marlon Brando e Maria Schneider, che senza conoscere il nome l’uno dell’altra, usa il sesso come unico ed ultimo linguaggio possibile. Del film, quasi tutto girato in interni, fu compresa solo la trasgressione sessuale. In Italia lo scandalo fu enorme. Le copie del film furono sequestrate e il regista condannato per aver offeso il comune senso del pudore. Solo nel 1987 il film fu dissequestrato e ridistribuito. Grazie allo scandalo provocato da Ultimo tango, Bertolucci diventò famoso in tutto il mondo. Due anni prima, nel 1970 il regista aveva girato  Strategia del ragno , uno dei suoi film "politici". Nel 1976  tornò alle sue origini parmigiane, con il film Novecento, ambientato nell’Emilia dei proprietari terrieri e dei contadini. La storia di un’amicizia, sullo sfondo degli accadimenti politici del tempo e delle differenze di classe, con un cast internazionale. Seguì La luna del 1979, che affrontava temi impossibili per l’epoca: l’incesto e la droga. Dopo La tragedia di un uomo ridicolo, del 1981, con un grande Ugo Tognazzi, storia di un rapimento in una famiglia benestante, Bertolucci girò L’ultimo imperatore nel 1987. Il film gli valse un successo straordinario e due Oscar prestigiosi, quello per il Miglior film e quello per la Miglior regia (più altri 7 Oscar in altre categorie). Fu il primo regista italiano ad aggiudicarsi l’Oscar per il miglior film. Nel 1990 uscì Il tè nel deserto con John Malkovich e Debra Winger, tratto dall'omonimo romanzo di Paul Bowles. Un film ambientato in Marocco, a Tangeri in particolare, con due attori strepitosi e una trama disturbante. Seguì Il piccolo Buddha nel 1993 con Keanu Reeves nel ruolo del protagonista, ancora un kolossal. Io ballo da sola del 1996, L’assedio del 1998, The dreamers del 2003 e Io e te del 2013 sono invece film dalle atmosfere più intime e private. Gli ultimi del grande maestro, che ha coniugato la storia alta a quella privata dei suoi protagonisti, la trasgressione e la solitudine allo struggimento.