Essere Cary Grant

Il divo dietro lo specchio

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Cary Grant, uno degli uomini più belli del mondo, l’attore preferito di Alfred Hitchcock, era un uomo inquieto e tormentato. Dietro l’aspetto impeccabile, da gentleman inglese, da divo di Hollywood, Grant nascondeva gelosamente una natura inquieta. I grandi dolori della sua vita, gli abbandoni. La mamma, affetta da gravi problemi psichici, era stata internata in manicomio da suo padre, quando Cary aveva solo 11 anni. Suo padre era morto di cirrosi poco dopo. A 31 anni, quando era già famoso, aveva scoperto che la madre non era morta come gli era stato fatto credere ma era ricoverata da anni. L’aveva fatta uscire dall’istituto e se ne era occupato fino alla morte di lei ma non era mai riuscito a farsi amare.

Per molti anni ho sbirciato il mondo avvolto dalla nebbia. Ho cercato la pace interiore con lo yoga e l’ Lsd. Ma in me c’era sempre un vuoto. Mia madre mi aveva respinto 
Cary Grant

I tormenti interiori, tenuti per anni nascosti, minavano la sua stabilità affettiva. Sposato cinque volte, aveva avuto una figlia in età matura. Grant, all'anagrafe Archibald Alexander Leach, era nato a Bristol, in Inghilterra ed era uno degli attori più amati di Hollywood. Bellissimo, elegante, ironico. Howard Hawks, mitico regista e produttore americano, seppe vedere l’uomo con altri occhi. Vide l’insicurezza dietro la bellezza, intuì la sua ambiguità sessuale, intravide il vecchio Archie proletario. Tutte caratteristiche che fuse insieme, facevano di lui una grande faccia da cinema, uno splendido attore. Dopo aver preso la cittadinanza americana, Grant fece il punto della sua situazione familiare.

Ho preso coscienza di tutto il dolore che mia madre mi ha causato e di quello che io ho causato a lei. Dopo anni di cure, un giorno ho visto la luce. Ho perso tutte le mie paure e i sensi di colpa. Mi sento a un passo dalla felicità. Ma non si finisce mai di guarire… 
Cary Grant

Trovò una relativa pace quando nacque la sua unica figlia. Lasciò il cinema per fare il padre a tempo pieno. Girava gli Usa per incontrare il suo pubblico e gli piaceva molto raccontare di sé, intrattenere i suoi ammiratori. Non ha mai risolto le tensioni affettive con sua madre. Lei gli scriveva lettere affettuose ma quando lui andava a trovarla non gli dimostrava alcun affetto. Grant diceva di usare i suoi rapporti con le donne per uccidere sua madre, un comportamento che generava un conflitto lacerante tra conscio ed inconscio. Ma è riuscito ad essere un padre premuroso e presente, geloso e iperprotettivo. Con le donne invece era timido e ansioso, sempre diffidente. Diceva

Tutti vogliono essere Cary Grant. Piacerebbe persino a me. 
Cary Grant

Questo Cary Grant, più intimo e privato, non riesce a cancellare la sua immagine splendente, accanto alle attrici più belle del mondo. Se si dovesse scegliere un momento della carriera del grande attore, sarebbe il lunghissimo piano sequenza in cui bacia Ingrid Bergman nel film Notorius di Alfred Hitchcock. Tre minuti di storia del cinema.

Cary Grant, dietro lo specchio. Nel link qui accanto un documentario imperdibile per gli amanti del grande cinema. Il ritratto di un uomo tormentato, di una grande attore, di un padre che trova nella paternità, il riscatto della sua vita.