Silvana Mangano

    Enigmatica diva

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    A 90 anni dalla nascita, avvenuta a Roma il 21 aprile del 1930, ricordiamo l'attrice Silvana Mangano, indimenticabile interprete di tante pellicole tra il 1945 e il 1984 (una breve apparizione in Dune di David Lynch) e vincitrice di tre David di Donatello e tre Nastri d'argento come migliore attrice protagonista.

    Moglie del produttore cinematografico Dino De Laurentis, a soli 18 anni conosce il successo con il film Riso amaro (1949), scelta e diretta da uno dei maestri del neorealismo italiano, Giuseppe De Santis. Con lei nel cast Vittorio Gassman, Raf Vallone e Doris Dowling.

    Diventata ancora giovanissima un'attrice di fama internazionale, lavora con i più bei nomi del cinema italiano, europeo e statunitense. Ricordiamo Anna (1951) di Alberto Lattuada, Ulisse (1954) di Mario Camerini nel doppio ruolo di Circe e Penelope, L'oro di Napoli (1954) di Vittorio De Sica, La grande guerra (1959) di Mario Monicelli e i colossal americani La tempesta (1958), tratto dalle novelle di Pugačëv, La diga sul Pacifico (1958) di René Clément, tratto da un romanzo di Marguerite Duras, insieme ad Anthony Perkins, Alida Valli, Jo Van Fleet ed Yvonne Sanson. 

    Nel 1959 Federico Fellini propone alla Mangano di entrare nel cast de La dolce vita (1959) nel ruolo che poi fu affidato all'attrice francese Anouk Aimée. Il  marito dell'attrice si oppone perché su quel set avrebbe incontrato di nuovo l'uomo che anni prima era stato il suo primo amore e avrebbe dovuto lavorare fianco a fianco con lui. Quell'attore era Marcello Mastroianni. 

    Sfumata la possibilità di essere diretta da un maestro assoluto del cinema d'autore, negli anni Sessanta arrivano per la Mangano altri ingaggi di rilievo: Jovanka e le altre (1960) di Martin Ritt, dopo il rifiuto di Gina Lollobrigida; Il giudizio universale (1961) per la regia di Vittorio De Sica, accanto ad Alberto Sordi; l'interpretazione di Edda Ciano nel film storico Il processo di Verona di Carlo Lizzani e le commedie La mia signora, Il disco volante (esordio di Tinto Brass) e la satira di costume Scusi, lei è favorevole o contrario?.

    Nella sua carriera finalmente si riaffacciano le pellicole d'autore che cambiano radicalmente il suo personaggio. Viene diretta per la prima volta da Pierpaolo Pasolini che la scrittura per il suo Edipo Re (1967) nella parte di Giocasta e poi Teorema (1968) e Decameron (1971). L'incontro artistico con Luchino Visconti segna un'altra tappa, significativa, nel passaggio alla piena maturità artistica. Con il regista milanese interpreta la madre di Tadzio in Morte a Venezia (1971) dove la Mangano non assomiglia a nessuna delle sue precedenti caratterizzazioni. Torna sul set con Visconti per girare Ludwig (1973) e Gruppo di famiglia in un interno (1974). 

    Nel 1983 diventa ufficiale la separazione da De Laurentiis. Dopo un cammeo in Dune (1984) di David Lynch, la sua ultima apparizione sul grande schermo risale al 1987 nel capolavoro di Nikita Mikhalkov Oci ciornie accanto a Marcello Mastroianni. Silvana Mangano muore a 59 anni il 16 dicembre 1989.