Robert Duvall, caratterista per vocazione

La scomparsa dell'attore americano

Rai Cultura dedica una galleria fotografica all'attore Robert Duvall scomparso all'età di 95 anni il 16 febbraio 2026.

Il critico cinematografico Paolo Mereghetti lo definisce "una spalla di lusso", un attore destinato a recitare a fianco di giganti dello schermo come Marlon Brando, Robert De Niro, Al Pacino, James Caan o Kevin Costner "che avevano voluto proprio lui", qualcuno capace di stare al loro pari. "Ma poi, quando si tiravano le somme (e si assegnavano i premi), lui doveva fare un passo indietro".

Nella sua lunga carriera di caratterista Robert Duvall riceve ben sei candidature all'Oscar per Il padrino (1972), Apocalypse Now (1979), Il grande Santini (1980), L'apostolo (1997) di cui firma anche la sceneggiatura e la regia, A Civil Action (1998) e The Judge (2014) ma riesce ad accaparrarsi una sola statuetta per la sua interpretazione in una pellicola che pochi ricordano: Un tenero ringraziamento (1983).

Nato a San Diego il 5 gennaio 1931, dopo una lunga stagione a teatro, Duvall debutta in televisione nel 1959 e nel corso degli anni Sessanta apparve regolarmente in serie d'azione, drammatiche e poliziesche, tra cui Alfred Hitchcock presenta, Gli intoccabili, Ai confini della realtà, Il fuggiasco, Viaggio in fondo al mare, Combat!, Kronos - Sfida al passato.

La prima prova cinematografica è del 1962 con un film d'eccezione, Il buio oltre la siepe di Robert Mulligan in cui recita la parte di un malato di mente accanto al pluripremiato Gregory Peck. L'anno successivo veste i panni di un pilota timoroso in Capitan Newman e nel 1969 gira il suo primo film diretto da Francis Ford Coppola, Non torno a casa stasera, al fianco di James Caan e Shirley Knight. Il regista Robert Altman nel 1970 lo scrittura per interpretare il Maggiore Frank Burns in M*A*S*H, e sempre nello stesso anno viene scelto come protagonista nel film di fantascienza L'uomo che fuggì dal futuro, esordio registico di George Lucas.

Il successo internazionale arriva per Robert Duvall negli anni Settanta con le interpretazioni de Il padrino (1972) e Il padrino - Parte II (1974) di Francis Ford Coppola dove recita con il ruolo di Tom Hagen, figlio adottivo e consigliere mafioso di Don Vito Corleone, Marlon Brando. Nei titoli di testa anche gli attori Al Pacino, Robert De Niro, Diane Keaton.

Nel 1975 fa parte del cast di  Killer Elite (1975) al fianco di James Caan, Quinto potere (1976) di Sidney Lumet, Il grande Santini e Apocalypse Now (1979), dove interpreta il tenente colonnello William Kilgore (Golden Globe) che pronuncia la storica frase "Mi piace l'odore del napalm al mattino", classificata al 12º posto tra le cento frasi più celebri del cinema secondo l'American Film Institute.

Mi piace l'odore del Napalm al mattino. Sapete, una volta bombardammo una collina per dodici ore, quando fu tutto finito andai lassù. Non ci trovammo più niente, nemmeno il cadavere di un fottuto Viet-cong. Ma l'odore, si sentiva quell'odore di benzina, l'intera collina odorava di... di vittoria

Dopo aver vinto il Premio Pasinetti alla 38ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia per la parte del detective Tom Spellacy in L'assoluzione (1981), a fianco a Robert De Niro, finalmente nel 1984 arriva il tanto atteso premio Oscar per il Miglior protagonista maschile. Il ruolo è quello di un cantante country alcolizzato sulla via del tramonto in Un tenero ringraziamento.

Nel 1983 Duvall debutta dietro la macchina da presa con Angelo, amore mio, di cui scrive anche la sceneggiatura. Tornerà a dirigere nel 1997 con L'apostolo di cui è anche interprete e sceneggiatore. Seguono pellicole d'azione e commedie come Giorni di tuono (1990), con Nicole Kidman e Tom Cruise, Ricordando Hemingway (1993) e Un giorno di ordinaria follia (1993), dove è un poliziotto ad un passo dalla pensione antagonista di un pazzo armato, interpretato da Michael Douglas. Il remake de La lettera scarlatta è del 1995 e A Civil Action del 1998.

Negli ultimi anni si dedica soprattutto alla produzione cinematografica, accettando qualche interpretazione in ruoli di secondo piano, che lo impegnino di meno. Qualche titolo: Un viaggio pericoloso (2006) miniserie TV per cui vinse 2 Emmy Award e fu candidato al Golden Globe; Open Range (2003) di Kevin Costner; I padroni della notte (2007) con Joaquin Phoenix. Nel 2010 torna protagonista con The Funeral Party di Aaron Schneider con Bill Murray e Sissy Spacek, che ricevette ottime critiche e gli fece vincere (ex aequo con Murray) il premio al miglior attore al Torino Film Festival.

Nel 2011 è protagonista del film indipendente Seven Days in Utopia e nel 2014 coprotagonista insieme a Robert Downey Jr. di The Judge, ruolo che gli valse la settima candidatura sia agli Oscar che ai Golden Globe.