Bernard Stiegler. L'entropia negativa e la costruzione di un pensiero forte

Ripensare la scienza e la tecnica

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Bernard Stiegler (Villebon-sur-Yvette, 1º aprile 1952 – Épineuil-le-Fleuriel, 6 agosto 2020), intervistato ad Ancona in occasione della prima edizione del KUM! Festival - Curare, Educare, Governare, parla parla della necessità di ripensare allo stato del pensiero in relazione all'entropia negativa.
Il pensiero debole, di cui parla Vattimo, è un’espressione della difficoltà del pensiero nel XX secolo: della fenomenologia esistenziale, Heidegger e Sartre, della decostruzione di Derrida, del pensiero micropolitico di Deleuze e Guattari, di quello di Michel Foucault.
Derrida ha avuto un ruolo molto importante nell’invitare a pensare alla tecnica in modo diverso, senza però mai  iniziare a farlo. Deleuze dice che bisogna andare al di là della tecnica, mentre Foucault è il pensatore che più si è concentrato sul pensiero della tecnica, perché era stato allievo di Georges Canguilhem, il primo ad aver pensato alla tecnica in filosofia.

Oggi tutto questo deve essere ripensato e occorre elaborare un pensiero forte, un pensiero che si biforca, così come i sentieri di Borges. Bisogna ripensare alla matematica, alla fisica. Tutti i pensatori del XX secolo in Francia hanno evitato il pensiero dell’entropia negativa. Deleuze ci ha provato, rileggendo i teorici dell’entropia negativa.

Il biologo Alfred Lotka ha posto correttamente il problema dell’entropia nell’uomo, che si produce attraverso artefatti, che sono pharmaka, ossia allo stesso tempo veleno e cura. Un organismo vivente, a meno che non si ammali, produce soltanto entropia negativa. 

Occorre rivisitare le scienze, fare filosofia delle scienze, andando però oltre i concetti classici della filosofia delle scienze che si fondano, in generale, su un’ignoranza dei problemi specifici posti dalla tecnica, che pone problemi che non sono esclusivamente scientifici.


Bernard Stiegler, filosofo e dottore de l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, è presidente dell’associazione Ars Industrialis et directeur de l’Institut de Recherche et d’Innovation che ha fondato al Centre Pompidou. Dopo aver insegnato nelle più importanti università d’Europa, ha fondato la scuola di filosofia pharmakon.fr ed è inoltre direttore del Collège international de philosophie, direttore generale aggiunto dell’Institut National de l’Audiovisuel, direttore dell’IRCAM e del dipartimento dello sviluppo culturale del Centre Georges Pompidou.