Francesco Valentini. Giovanni Gentile

L'adesione al fascismo come critica antipositivistica

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Francesco Valentini (1924 - 2009), ordinario di Filosofia Teoretica all’Università la Sapienza di Roma, parla del contributo di Giovanni Gentile (1875 – 1944) alla storia della filosofia e del suo ruolo nelle vicende politiche italiane della prima metà del XX secolo. Gentile motivò l’adesione al fascismo con la convinzione che la propria filosofia e gli ideali risorgimentali avrebbero trovato attuazione e compimento nel regime. 

Gentile aveva criticato la realtà precedente al fascismo nel quadro della reazione antipositivistica. L’aveva criticata come una realtà mediocre, prosaica, mentre nel fascismo vedeva un maggior posto dato alla fede, un maggior posto dato all’azione in senso forte. Persino l’illegalismo e la violenza sembravano a Gentile indizio di qualcosa di profondamente impegnato.
Francesco Valentini

Inoltre, i nuovi istituti, come le corporazioni, realizzavano, secondo Gentile, la partecipazione popolare alla vita pubblica.
Al contrario, Benedetto Croce considerò il fascismo una regressione antirisorgimentale.

Il mio liberalismo è cosa che porto nel sangue, come figlio morale degli uomini che fecero il Risorgimento italiano,  figlio di Francesco De Sanctis e degli altri che ho salutato sempre miei maestri di vita. La storia mi metterà tra i vincitori o mi getterà tra i vinti. Ciò non mi riguarda. Io sento che ho quel posto da difendere, che pel bene dell'Italia quel posto dev'essere difeso da qualcuno, e che tra i qualcuni sono chiamato anch'io a quell'ufficio. Ecco tutto
Benedetto Croce


Da Rai Teche: Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche, 1994