Gadamer: l'esperienza dell`amore e della morte

Le ferite dello spirito

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Le ferite, che il destino, spesso avverso, impone agli uomini, sono innumerevoli. E con esse, altrettanto innumerevoli e terribili, sono le limitazioni che ne conseguono e che li costringe ad accettarle e a superarle, esercitando, così, una facoltà propria dello spirito. È proprio in questo senso, che Hegel sosteneva che le ferite dello spirito non lasciano mai piaghe e guariscono totalmente. 
Per Hans Georg Gadamer (1900 – 2002), filosofo tedesco, tra i maggiori esponenti dell'ermeneutica filosofica, le ferite non sono solo lesioni e privazioni, ma, anche, al tempo stesso, una grande opportunità che la vita ci offre e della quale possiamo farci carico, allo stesso modo in cui l’uomo, attraverso il dono di sé nell’amore, guadagna una dimensione di vita più autentica e più concreta.

Quando siamo colpiti dalla freccia di Cupido, tutte le cose si trasfigurano, non solo la persona amata alla quale ci doniamo completamente, ma l’intero mondo ci appare sotto una nuova luce e assume un aspetto differente. Si tratta di esperienze profane, tutt’altro che teologiche. Eppure, testimoniano e illustrano il messaggio cristiano dell’amore, il mondo trasfigurato, risanato, che noi riconosciamo come nostro, anche quando dobbiamo accettare la morte
Hans Georg Gadamer

Il cristianesimo, tra le religioni, ha dato la risposta più profonda a questo mistero, annunciando che possiamo portare il fardello che la natura ci ha imposto fino all’agonia, aggrappandoci a quell’impetuosa volontà di vivere, che ebbe anche Gesù quando accettò di morire sulla croce.

Da Rai Teche: Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche. Aforismi