Giulio Giorello. Lussuria

Passione della conoscenza

Giulio Giorello, intervistato in occasione del Congresso Internazionale in onore di Emanuele Severino: All'alba dell'eternità. I primi 60 anni de La struttura originaria. (Brescia 2 e 3 marzo 2018). parla del suo saggio, Lussuria. La passione della conoscenza (Il Mulino, 2010), spiegando perché definisce passione per la conoscenza uno dei sette peccati capitali. Congresso Internazionale in onore di Emanuele Severino: All'alba dell'eternità. I primi 60 anni de La struttura originaria. Brescia 2 e 3 marzo 2018.

Solo per colpa di cristiani impostori la lussuria è stata classificata tra i crimini". Così si esprime Sade sul finire del Settecento, quando i "lumi" della Ragione stavano cedendo il posto alle "lanterne" del Terrore. Si potrà concordare o no con il Divin Marchese, ma la lussuria, più che un peccato, appare come una forza debordante della natura. La lussuria non è solo manifestazione di eros, creatività artistica, e magari piacere della scoperta scientifica. È anche e soprattutto una passione di conoscenza, nel senso più ampio della parola, che può costituire altresì il nucleo di una società aperta e libertaria, insofferente di qualsiasi costellazione di dogmi stabiliti. Così, nelle pagine dell'autore, complici della lussuria possono essere i personaggi più inaspettati: Dante, Boccaccio, Giordano Bruno, Picasso, Buñuel, Mozart. Ma l'indiscusso profeta della lussuria, resta sempre lui: Don Giovanni. Un viaggio attraverso la lussuria come potere, come piacere, come inganno e soprattutto come libertà. 

Giulio Giorello (1945-2020) è stato professore Ordinario di Filosofia della scienza all’Università degli Studi di Milano, Presidente della Società italiana di logica e filosofia della scienza, Direttore della collana Scienza e Idee dell’editore Raffaello Cortina e collaboratore del Corriere della Sera. Allievo di Ludovico Geymonat, filosofo marxista eretico e neopositivista, si era laureato in Filosofia nel 1968 e in Matematica nel  1971, scelte dettate dalla profonda convinzione della necessità del superamento delle barriere tra il pensiero umanistico e quello scientifico. Riusciva ad affrontare temi complessi in forma divulgativa spaziando  dall’etica, alle neuroscienze, alla paleontologia, alla psicologia, alla fisica delle particelle, alla mitologia, ai fumetti, tra i quali in particolare amavaTex Willer e Topolino. È stato definito da Nuccio Ordine uno degli ultimi pensatori eretici del Novecento, per le sue prese di posizione contro ogni forma di dogmatismo, di cortigianeria, di intolleranza, che lo avevano portato a compiere celebri battaglie nelle aule universitarie, nelle scuole, nelle piazze, dove con la sua parola coinvolgeva e travolgeva qualsiasi tipo di uditorio.
Tra i suoi numerosi saggi: Filosofia della scienza (Milano 1992); Giordano Bruno (con M. Ciliberto, Milano 2004); Prometeo, Ulisse, Gilgameš (Raffaello Cortina 2004); Di nessuna chiesa (Raffaello Cortina 2005); La scienza tra le nuvole. Da Pippo Newton a Mr Fantastic (Raffaello Cortina 2007); Libertà. Un manifesto per credenti e non credenti (con Dario Antiseri, Bompiani 2008); Lo scimmione intelligente (con Edoardo Boncinelli, Rizzoli 2009); Lussuria (il Mulino 2010); Senza Dio (Longanesi 2010); Ricerca e carità (con Carlo Maria Martini, Edizioni San Raffaele 2010); Il tradimento (Longanesi 2012); La matematica della natura (con V. Barone, Il Mulino, 2016), L’etica del ribelle. Intervista su scienza e rivoluzione (a cura di P. Donghi, Laterza, 2017); L'incanto e il disinganno: Leopardi (Guanda 2016, con Edoardo Boncinelli); Giardini del fantastico (Edizioni ETS 2017, con Pier Luigi Gaspa).