Giulio Giorello. La popsophia

Il buon senso per superare le barriere culturali

Condividi

Non bisogna scordare che la filosofia può essere anche un genere popolare, sganciato dalle aule universitarie, così esordisce il filosofo Giulio Giorello sul tema della popsophia. La sua intervista - rilasciata la scorsa estate all'interno del festival Popsophia - mette in campo il pensiero di diversi filosofi moderni per sottolineare la necessità di non chiudersi nelle rocche, di non erigere steccati, ma anzi di applicare quel "buon senso" che tutti in qualche modo abbiamo e che ci permette - anche grazie alla categoria del "pop" - di mettere concretamente in contatto le diverse culture del mondo.

Per informazioni sul festival Popsophia consultare il sito all'indirizzo www.popsophia.it/

Giulio Giorello è professore Ordinario di Filosofia della scienza all’Università degli Studi di Milano e collabora con il «Corriere della Sera». Tra i suoi numerosi saggi: Filosofia della scienza (Milano 1992); Giordano Bruno (con M. Ciliberto, Milano 2004); Prometeo, Ulisse, Gilgameš (Raffaello Cortina 2004); Di nessuna chiesa (Raffaello Cortina 2005); La scienza tra le nuvole. Da Pippo Newton a Mr Fantastic (Raffaello Cortina 2007); Libertà. Un manifesto per credenti e non credenti (con Dario Antiseri, Bompiani 2008); Lo scimmione intelligente (con Edoardo Boncinelli, Rizzoli 2009); Lussuria (il Mulino 2010); Senza Dio (Longanesi 2010); Ricerca e carità (con Carlo Maria Martini, Edizioni San Raffaele 2010); Il tradimento (Longanesi 2012); La matematica della natura (con V. Barone, Il Mulino, 2016), L’etica del ribelle. Intervista su scienza e rivoluzione (a cura di P. Donghi, Laterza, 2017); L'incanto e il disinganno: Leopardi (Guanda 2016, con Edoardo Boncinelli); Giardini del fantastico (Edizioni ETS 2017, con Pier Luigi Gaspa).