Marc Augé. La scrittura come arte dello spossessamento

L'espropriazione del testo da parte del lettore

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L’antropologo Marc Augé, già directeur d’études presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, intervistato al Festival della Filosofia di Modena 2017, Le forme del creare, parla del tema della sua lezione magistrale La scrittura come arte dello spossessamento. Augé inizia chiedendosi cos’è la scrittura e perché scriviamo.
È un’immagine che fa da contraltare a quella del possesso, della musa che ci ispira e ci possiede. Di fatto, quando scriviamo qualcosa – del resto spesso è qualcosa di autobiografico – ci liberiamo del nostro testo che inizia a navigare da solo e va incontro ai lettori che se ne appropriano. Roland Barthes diceva che l’autore scompare. Il desiderio di ogni autore è che il proprio testo venga letto e che gli altri se ne approprino.

Scriviamo per essere letti almeno da un lettore e il lettore è parte di ciò che scriviamo in quanto assimila i nostri scritti. In fondo, il meglio che ogni scrittore può augurarsi è che il lettore si appropri di ciò che abbiamo scritto e questa è una espropriazione del nostro testo.


Marc Augé, già directeur d’études presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi, di cui è stato a lungo Presidente, dopo aver contribuito allo sviluppo delle discipline africanistiche ha elaborato un’antropologia dei mondi contemporanei attenta alla dimensione rituale del quotidiano e della modernità. Tra le sue opere tradotte di recente: Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità (Milano 1993); Tra i confini. Città, luoghi, interazioni (Milano 2007); Il mestiere dell’antropologo (Torino 2007); Il bello della bicicletta (Torino 2009); Il metrò rivisitato (Milano 2009); Per un’antropologia della mobilità (Milano 2010); Straniero a me stesso (Torino 2011); Futuro (Torino 2012); Per strada e fuori rotta (Torino 2012); Le nuove paure (Torino 2013); Etica civile: orizzonti (con L. Boella, Padova 2013); I paradossi dell’amore e della solitudine (Modena 2014); L’antropologo e il mondo globale (Milano 2014); Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste (Milano 2014); Fiducia in sé, fiducia nell’altro, fiducia nel futuro (Roccafranca 2014); La forza delle immagini (Milano 2015); Le tre parole che cambiarono il mondo (Milano 2016); Un altro mondo è possibile (Torino 2017); Sulla gratuità. Per il gusto di farlo! (Milano 2018); Chi è dunque l’altro? (Milano 2019); Condividere la condizione umana. Un vademecum per il nostro presente (Milano 2019). È componente del Comitato Scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia.