Marc Augé. L`antropologia della mobilità
Una mobilità obbligata
Nel video Marc Augé, intervistato al Festival della Filosofia di Modena 2017 - Le forme del creare, parla di antropologia della mobilità, tema che è stato oggetto di un suo saggio del 2010.
L’antropologia della mobilità è un tentativo di riflettere sul fatto che, oltre alla mobilità del lavoro del sistema capitalistico, esiste anche una mobilità che non è volontaria ma obbligata dalla violenza o dalle difficili condizioni economiche e demografiche, costituita dai movimenti migratori che sono la traduzione degli squilibri profondi del genere umano.
Marc Augé (Poitiers, 2 settembre 1935 – Poitiers, 24 luglio 2023) è stato directeur d’études e presidente dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Ha contribuito allo sviluppo delle discipline africanistiche, elaborando un’antropologia dei mondi contemporanei attenta alla dimensione rituale del quotidiano e della modernità. Tra le sue opere: Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità (Milano 1993); Tra i confini. Città, luoghi, interazioni (Milano 2007); Il mestiere dell’antropologo (Torino 2007); Il bello della bicicletta (Torino 2009); Il metrò rivisitato (Milano 2009); Per un’antropologia della mobilità (Milano 2010); Straniero a me stesso (Torino 2011); Futuro (Torino 2012); Per strada e fuori rotta (Torino 2012); Le nuove paure (Torino 2013); Etica civile: orizzonti (con L. Boella, Padova 2013); I paradossi dell’amore e della solitudine (Modena 2014); L’antropologo e il mondo globale (Milano 2014); Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste (Milano 2014); Fiducia in sé, fiducia nell’altro, fiducia nel futuro (Roccafranca 2014); La forza delle immagini (Milano 2015); Le tre parole che cambiarono il mondo (Milano 2016); Un altro mondo è possibile (Torino 2017); Sulla gratuità. Per il gusto di farlo! (Milano 2018). È componente del Comitato Scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia.