Massimo Recalcati. L'odio in psicoanalisi
Caino e Narciso
Il tema dell'odio, cruciale nella psicanalisi tanto quanto il tema del suo opposto, l'amore. Massimo Recalcati, intervistato ad Ancona in occasione della prima edizione del KUM! Festival - Curare, Educare, Governare, ci parla del contributo che la psicanalisi dà al tema dell'odio: non tanto quello di riconoscerne la presenza inestirpabile nella vita umana, ma quello che viene, in particolare, dal pensiero di Jaques Lacan il quale non disconosce il fatto che l'odio sia figlio della frustrazione ma aggiunge uno sguardo più profondo: non si può capire il gesto di Caino (ovvero l'origine stessa dell'odio) se non si parte dalla figura suicidaria di Narciso. Cosa c'entra Caino con Narciso? Lacan lo spiega così:
Massimo Recalcati è uno degli psicoanalisti più noti in Italia. Insegna all’Università di Pavia e di Verona. È fondatore di Jonas Onlus: centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi e Direttore Scientifico della Scuola di specializzazione in psicoterapia IRPA. Membro fondatore e membro analista ALIpsi Svolge attività di supervisore clinico presso diverse istituzioni sanitarie. Tra le sue numerose pubblicazioni, tradotte in diverse lingue, ricordiamo le più recenti: “Cosa Resta del Padre. La paternità nell’epoca ipermoderna” (Raffaello Cortina, Milano 2011), “Jacques Lacan. Desiderio, godimento e soggettivazione” (Raffaello Cortina, Milano 2012), “Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre” (Feltrinelli Editori, Milano 2013), “L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento.” (Einaudi,Torino 2014), “Le mani della madre. Desiderio, fantasmi ed eredità del materno” (Feltrinelli, Milano 2015), “Jacques Lacan. La clinica psicoanalitica: struttura e soggetto.” (Raffaello Cortina, Milano 2016), “Contro il sacrificio. A di là del fantasma sacrificale.”(Raffaello Cortina, Milano 2017). Dal 2014 dirige per Feltrinelli la Collana Eredi. Dal 2015 per Mimesis la collana Studi di Psicoanalisi. Collabora con diverse riviste specializzate italiane e internazionali e con le pagine culturali del quotidiano La Repubblica.io odio ciò che mi appare come un ideale irraggiungibile di me stesso.