Sergio Givone. L`origine della creazione artistica

La meraviglia di fronte alle cose

Sergio Givone ci parla di bellezza: cosa intendiamo con bellezza, da dove vengono ispirazione e creatività, qual è il rapporto tra il bello e il brutto. Un'intervista su un concetto che utilizziamo quotidianamente – e che ricerchiamo nella nostra vita – dai confini incredibilmente incerti. L'intervista è divisa in diverse unità, ognuna della quali si concentra su un aspetto peculiare della bellezza. Questo brano in particolare è dedicato all'origine della creazione artistica.

Cosa è successo quando qualcuno che abitava nello stato di natura invita gli altri a "ristare", a stare lì come in raccoglimento per assistere al miracolo della creazione?
In un Dialogo, Platone fa chiedere da Socrate ali artigiani perché fanno quello che fanno e tutti danno la loro risposta, ma arrivato al poeta Ione, la risposta è: "lo faccio perché sono preda di un entusiasmo che mi coglie e non ne posso fare a meno, ma se mi chiedi perché non te lo so dire". Socrate dopo questa risposta gli dice di aver conosciuto il più stuipido degli uomini, ma cnche il più intelligente, colui che dispone di un sapere così alto che lo mette in contatto con delle realtà altrimenti inattingibili. 
Entusiasmo vuol dire essere posseduti da un dio, si è come invasi da un'energia superiore, che viene dall'alto dove l'uomo è abitante di un mondo, dove siamo capaci di meraviglia di fronte alle cose.

Sui temi dell'arte e della bellezza Sergio Givone è stato ospite degli incontri organizzati nel 2013 dal Cortile dei Gentili, un progetto promosso da mons. Gianfranco Ravasi dove si affrontano i grandi temi dell'umanità cercando un confronto tra credenti e non credenti.

Sergio Givone è professore di Estetica presso l’Università di Firenze. A partire da un’originale interpretazione della lezione ermeneutica ed esistenzialista (soprattutto di Nietzsche, Heidegger e Pareyson), si è occupato della ridefinizione di alcune fondamentali categorie del pensiero filosofico del Novecento, tra cui l’idea di “tragico” e i concetti di eros e nichilismo. Tra i suoi libri: Disincanto del mondo e pensiero tragico (Milano 1988); Storia del nulla (Roma-Bari 1995); Favola delle cose ultime (Torino 1998); Eros/Ethos (Torino 2000); Nel nome di un dio barbaro (Torino 2002); Prima lezione di estetica (Roma-Bari 2003); Il bibliotecario di Leibniz. Filosofia e romanzo (Torino 2005); Non c’è più tempo (Torino 2008); Storia dell’estetica (Roma-Bari 2008); Il bene di vivere (a cura di F. Nodari, Brescia 2011).