Simone Regazzoni. Il concetto di verità heideggeriano

L'interazione di essere e non essere

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Simone Regazzoni, intervistato in occasione della Seconda edizione del Kum! Festival - Risurrezioni, diretto da Massimo Recalcati, tenutosi dal 18 al 21 ottobre 2018 presso la Mole Vanvitelliana di Ancona, risponde ad una domanda sulla apparente inconciliabile opposizione tra la filosofia di Emanuele Severino e quella di Manlio Sgalambro
Reagazzoni ricorda le due vie parmenidee, quella dell’essere, da percorrere secondo Parmenide, e quella del non essere, da non percorrere e che tuttavia viene anch’essa tracciata nella seconda parte del poema del filosofo di Elea.  Si tratta delle due vie filosofiche per eccellenza, sulle quali è impossibile non misurarsi: a fronte della riduzione debolista del pensiero del Novecento, esiste una tradizione che parte da Heideger che non ha riproposto semplicemente l’idea di verità della tradizione. Tra le due vie dell’essere eterno di Severino e il nichilismo di Sgalambro, ci sono possibilità di incontro:

si può pensare la verità alla maniera di Heidegger come aletheia, ossia non nascondimento, come un apparire dell’essere che al contempo è un ritrarsi: l’apertura in cui l’essere accade ha bisogno di oscurità, di qualcosa che comunica con il nulla e con il non essere, senza cui non si darebbe apertura, senza cui non si darebbe dimensione di enti. Quelle due vie, di Severino e di Sgalambro, non sono così inconciliabili, ma possono interagire 




Simone Regazzoni (Genova 1975) è stato allievo di Jacques Derrida. Ha insegnato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e l’Università di Pavia. Al pensiero di Derrida ha dedicato diversi testi tra cui: “La decostruzione del politico. Undici tesi su Derrida”, il melangolo, 2006; “Derrida. Biopolitica e democrazia”, il melangolo, 2012; “Derridario. Dizionario della decostruzione”, il melangolo, 2012 (co-autore). È autore di due romanzi il cui protagonista è ispirato alla figura di Derrida: “Abyss”, Longanesi, 2014 e “Foresta di tenebra”, Longanesi, 2017.