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Umberto Galimberti. Cristianesimo e nichilismo

Le parole della passività

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Umberto Galimberti, intervistato al Festival della Filosofia di Modena 2018 Verità, parla delle due radici dell’occidente europeo, che sono la civiltà classica e il cristianesimo. Mentre le radici classiche sono state rimosse, perché lo spirito contemporaneo dominato dalla tecnica guarda con sospetto alla sapienza greca considerata inutile, le radici cristiane sono al contrario ben salde. Nonostante la religione cristiana sia da considerare morta, l’inconscio cristiano è vivo. Si tratta di un inconscio ottimistico, che unisce credenti e non credenti. Come infatti il cristianesimo considera  il passato come male, il presente come redenzione e il futuro come salvezza, allo stesso modo la scienza, che è un cristianesimo laicizzato, vede il passato come ignoranza, il presente come ricerca e il futuro come progresso. Lo stesso di può dire per le teorie di Marx e di Freud che vedono nel passato il male e nel presente un percorso verso le promesse rispettivamente della giustizia sociale, e della guarigione. 

Tutto è cristiano in occidente,  ma questo è un inganno dato che nel frattempo il mondo è diventato nichilista, e i giovani lo sanno, sanno che non c’è scopo e che il futuro non è una promessa ma è una minaccia. 
Manca una visione della realtà, non vogliamo vedere che siamo in un’epoca nichilista e non facciamo nulla per cambiare lo stato delle cose, ma usiamo le parole della passività come speranza, auspicio, augurio.  I giovani usano anestetici come l’alcol o le  droghe per non sentire tutti i giorni la propria insignificanza sociale,  per non guardare il futuro che mette loro angoscia, rifugiandosi in un eterno presente. 



Umberto Galimberti ha insegnato Filosofia della storia presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Fissando il proprio sguardo filosofico sui confini tra ragione e follia, nei suoi studi ha indagato con metodo genealogico le nozioni di simbolo, corpo e anima, rendendo visibili le tracce del sacro che persistono nella nostra civiltà dominata dalla tecnica. Tra i suoi libri: Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica (Milano 1999); Orme del sacro (Milano 2000, premio Corrado Alvaro 2001); La lampada di psiche (Bellinzona 2001); I vizi capitali e i nuovi vizi (Milano 2003); Le cose dell’amore (Milano 2004); Il tramonto dell’Occidente (Milano 2005); La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica (Milano 2006); L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani (Milano 2007); Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine (Milano 2008); I miti del nostro tempo (Milano 2009); Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto (Milano 2012); Eros e psiche (Milano 2012); La morte dell’agire e il primato del fare nell’età della tecnica (Milano 2013); La terra senza il male (Milano 2013); Idee: il catalogo è questo (Milano 2013); Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine (Milano 2013); Giovane, hai paura? (Venezia 2014); L’usura della terra (Milano 2014); La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo (Milano 2018); Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze (Milano 2018). L’editore Feltrinelli pubblica l’edizione delle sue Opere.