Torna a speciale Heidegger nel pensiero di Severino

Francesco Alfieri. Martin Heidegger interprete di Emanuele Severino

Heidegger nel pensiero di Severino

Condividi

Le tre “Annotazioni” di Martin Heidegger (due risalenti al 1958 e una al 1967) sul percorso teoretico compiuto dal filosofo Emanuele Severino in Heidegger e la metafisica e in Ritornare a Parmenide unitamente alla testimonianza di Heinrich Heidegger sono un segno tangibile di come le opere del filosofo bresciano fossero pienamente conosciute dagli esponenti del circolo fenomenologico di Freiburg: in primis da Heidegger e poi da Eugen Fink e Hans-Georg Gadamer.
Ripensare la «metafisica», il suo «oltrepassamento» e l’esperienza del «Nulla» come apertura alla Grundfrage sono state analizzate, da Francesco Alfieri nella prima parte della sua relazione, e messe al vaglio della critica a partire dai due sistemi di pensiero, i quali, pur avendo una loro “autonomia”, presentano tuttavia alcune “convergenze” in merito alla questione cruciale del “rimanere nella metafisica”. Nella seconda parte della sua relazione, Alfieri analizza la terza “Annotazione” heideggeriana in merito all’opera Ritornare a Parmenide, per approfondire la portata teoretica di quel «ritornare» che conduce alla fondazione di un “nuovo inizio”.

Solo conservando la radicale differenza tra il percorso tracciato da Heidegger e quello di Severino è possibile comprendere come entrambi i pensatori presentino una loro propria e distintiva “alternativa” ad un contesto dove la programmazione sistematica dello sradicamento del pensiero porta inevitabilmente a smarrire la necessità di un “ritornare” al pensare “originario”.


Francesco Alfieri, è professore di Fenomenologia della Religione presso la Pontificia Universitas Lateranensis. Dal 2008 al 2014 ha tenuto dei seminari sulla fenomenologia di Edith Stein e di Hedwig Conrad-Martius presso l’Università degli Studi di Bari. Ha studiato filosofia presso l’Università del Salento e presso la Pontificia Universitas Lateranensis. Dal 2007 è Archivista e fa parte del Consiglio Direttivo del «Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche», con sede a Roma. È segretario di redazione della rivista di filosofia «Aquinas», Editorial Board della Serie «Analecta Husserliana: The Yearbook of Phenomenological Research» e degli «Heidegger Studies», e membro del Comitato scientifico della rivista «Humanitas». Dal 2013 è stato nominato Segretario dell’Area Internazionale di Ricerca su «Edith Stein nella filosofia contemporanea», presso la Pontificia Universitas Lateranensis. Nel 2016 è stato nominato dal Prof. Friedrich-Wilhelm von Herrmann suo assistente privato e nel 2017 ha ottenuto l’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di Professore universitario di Seconda Fascia nel settore concorsuale 11/C1 «Filosofia Teoretica» e nel settore concorsuale 11/C3 «Filosofia Morale». È Direttore Scientifico della edizione critica in lingua italiana dell’Opera Omnia di Hedwig Conrad-Martius edita dalla casa editrice Morcelliana e dirige presso la medesima casa editrice una collana di filosofia incentrata sul pensiero di Anna-Teresa Tymieniecka. Le sue pubblicazioni sono rivolte ad indagare la fenomenologia tedesca, con particolare riferimento allo studio dell’essere umano in prospettiva antropologica. Ha sviluppato la propria ricerca occupandosi di approfondire sotto il profilo storico e teoretico lo studio delle tre esponenti del Circolo fenomenologico di Gottinga: Edith Stein, Hedwig Conrad-Martius, Gerda Walther. Di recente i suoi interessi sono rivolti ad indagare la “fenomenologia della vita” di Anna-Teresa Tymieniecka. Ha pubblicato di recente una monografia sugli Schwarze Hefte di Martin Heidegger, insieme al Prof. Friedrich-Wilhelm von Herrmann. 

​