Salvatore Settis. La mente di Leonardo

L'arte nella natura

Salvatore Settis, intervistato in occasione della V edizione del Festival del Pensare, dal titolo Male nostro quotidiano, che si è svolta, dal 18 al 26 luglio 2019, a Cecina, Casale Marittimo, Guardistallo, Montecastelli Pisano, Castagneto Carducci, Bibbona e Populonia, parla di Leonardo da Vinci
Leonardo pur avendo scritto moltissimo non è mai riuscito a portare a termine nemmeno un’opera, ha lasciato solo montagne di appunti. Come lui stesso ammetteva nella sua autodefinizione di homo senza lettere non conosceva le lingue classiche, ma è stato capace di reagire alla mancanza di una educazione formale con una curiosità sostanziale e sperimentale per il mondo.

La mente di Leonardo era una mente curiosa e sperimentale, volta ad una natura di cui faceva parte anche l’arte. Certi esperimenti, come dimostra la fragilità del Cenacolo, non hanno avuto successo, ma questo non gli ha impedito di continuare a sperimentare. È come se avesse vissuto tutta la sua vita con l’ansia di non vivere abbastanza e con il desiderio di concentrare nei suoi anni di vita una capacità esplorativa e sperimentale che fosse quella di tutta l’umanità. 



Salvatore Settis archeologo e storico dell'arte, ha diretto il Getty Research Institute di Los Angeles e la Normale di Pisa. È presidente del Consiglio scientifico del Louvre. Accademico dei Lincei, ha avuto due lauree honoris causa in giurisprudenza (Padova e Roma 2). Collabora con «la Repubblica», «Il Sole 24 Ore» e «l'Espresso». Tra i suoi libri pubblicati per Einaudi ricordiamo Italia S.p.A. L'assalto al patrimonio culturale (2002), Futuro del 'classico' (2004), Paesaggio Costituzione cemento. La battaglia per l'ambiente contro il degrado civile (2010, 2012 e 2019), Azione popolare. Cittadini per il bene comune (2012), Costituzione incompiuta. Arte paesaggio ambiente (2013, con A. Leone, P. Maddalena e T. Montanari), Se Venezia muore (2014), Costituzione! (2016) e Architettura e democrazia (2017).