Lucrezio e Seneca: un dialogo sui grandi interrogativi

Ivano Dionigi - Comprendere la duplicità dell'uomo

Ivano Dionigi racconta il suo dialogo tra Lucrezio e Seneca, due autori che hanno influenzato l’intero pensiero europeo, Seneca stoico e politico, Lucrezio epicureo e contro la politica. 
Di Seneca sappiamo tutto, di Lucrezio non sappiamo nulla, perché è stato emarginato, in quanto contrario alla politica e alla religione, i due valori fondamentali dell’antica Roma. 
Mettere a confronto questi due autori, uno che vuol credere e uno che vuol capire, può servire, secondo Dionigi, a comprendere la duplicità dell’uomo e la bigamia del nostro animo. 
Entrambi si rendono conto che la lingua latina era povera e inadeguata rispetto a quella greca per poterne fare un uso filosofico e mentre Seneca trasferisce la lingua dell’uso quotidiano concreto alla sfera interiore, interiorizzandola, Lucrezio crea parole nuove per diffondere nuovi messaggi.

“Seneca impronta tutto sulla morale, sull’uomo come deve essere e dice che la virtù può trasformarci, che attraverso la virtù possiamo superare tutte le difficoltà. Lucrezio al contrario crede all’uomo non come deve essere ma come è, composto di atomi, e ritiene che la virtù consista nella capacità dell’uomo di sopravvivere: Lucrezio crede alle leggi della fisica non a quelle dell’etica”. 

Lucrezio a differenza di Seneca era uno che voleva capire tutto e che riteneva che alla base della credenza religiosa ci fosse la paura, derivante dall’ignoranza. Seneca crede alla religione interiore e aderisce a quella politica solo per ragioni di opportunismo, come buon cittadino. Per Lucrezio la paura della morte è alla base sia del desiderio di possedere beni materiali, sia della passione politica e dell’avidità delle cariche pubbliche e riguardo alla morte, entrambi la considerano un fenomeno naturale, anche se Seneca ritiene che non sia una fine ma un ritorno, mentre Lucrezio dice semplicemente che se ci siamo noi non c’è la morte e viceversa. La verità è che la cultura classica a differenza di quella cristiana ha rimosso il problema della morte. 

L’intervista a Dionigi è alternata a sequenze del dialogo, messo in scena dagli attori Enzo Vetrano e Stefano Randisi, con il titolo Quando la vita ti viene a trovare, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con Cooperativa Le tre corde-Compagnia Vetrano/Randisi, Ravenna Festival. 


 
Biografia:
Ivano Dionigi è professore di Lingua e Letteratura latina presso l’Università di Bologna e direttore del Centro studi “La permanenza del classico”. Attualmente Presidente del Consorzio Almalaurea, è stato Magnifico Rettore dell’Università di Bologna dal 2009 al 2015. La sua ricerca si è orientata su molteplici versanti; recentemente ha lavorato sulla fortuna dei classici nella letteratura e nella cultura italiana moderna e contemporanea, fornendo anche traduzioni d’autore, in particolare di Lucrezio e Seneca. Tra le sue pubblicazioni: Lucrezio, De rerum natura (Milano 1990); Poeti tradotti e traduttori poeti (Bologna 2004); Lucrezio. Le parole e le cose (Bologna 2005); Il presente non basta. La lezione del latino (Milano 2016); Quando la vita ti viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi (Roma-Bari 2018); Osa sapere. Contro la paura e l’ignoranza (Milano 2019).