Simone Regazzoni. La palestra di Platone

Pensare attraverso il corpo

Condividi

Simone Regazzoni, intervistato in occasione della Festa della Filosofia, che si è tenuta, per la prima volta, 19 gennaio 2020, in Triennale Milano, parla della filosofia come libero spazio di sperimentazione, dove impegnare non solo la mente ma anche il corpo. 
La filosofia è uno spazio libero, in quanto non è stata codificata in termini di scienza rigorosa e Regazzoni  ha unito mente e corpo in un lavoro in cui il discorso è accompagnato da esercizi fisici. 
La cosa può sembrare strana solo se si dimentica che

la filosofia con Platone nasce in palestra, ossia in un ginnasio dove c’era una assoluta continuità tra esercizi fisici e dialogo, non a caso Platone era un famoso lottatore, il cui nome, Platone, è un soprannome dato dal suo maestro di lotta, che significa “colui che ha le spalle larghe”. Oggi abbiamo riportato la filosofia in palestra e questo è molto attuale perché le neuroscienze ci dicono che la mente è incarnata e pensa con il corpo e la filosofia deve misurarsi con queste scoperte scientifiche e non può restare ferma alla dicotomia cartesiana tra mente e corpo: noi siamo una mente incarnata e la filosofia deve cominciare a pensare attraverso il corpo.   


Simone Regazzoni (Genova 1975) è stato allievo di Jacques Derrida. Ha insegnato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e l’Università di Pavia. Al pensiero di Derrida ha dedicato diversi testi tra cui: “La decostruzione del politico. Undici tesi su Derrida”, il melangolo, 2006; “Derrida. Biopolitica e democrazia”, il melangolo, 2012; “Derridario. Dizionario della decostruzione”, il melangolo, 2012 (co-autore). È autore di due romanzi il cui protagonista è ispirato alla figura di Derrida: “Abyss”, Longanesi, 2014 e “Foresta di tenebra”, Longanesi, 2017.