Barre Phillips. Cosa dice la musica

Oltre i generi musicali

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Il grande contrabbassista americano Barre Phillips, intervistato l’8 luglio 2019 al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, in occasione del festival ECM/Angelimusicantifest, racconta il suo percorso musicale tra jazz e musica contemporanea. 
 

Ci sono sempre state due parti di me nel mio essere musicista e probabilmente anche nella vita in generale. Da una parte, l’acqua profonda, le emozioni profonde e l’approccio più calmo e psichico, dall’altra, l’approccio violento a qualsiasi cosa, alla vita, allo strumento. Entrambi gli aspetti hanno sempre suscitato il mio interesse, ma è solo adesso, nel corso degli ultimi trent’anni, periodo in cui mi sono dedicato allo sviluppo della mia esecuzione da solista, che possono davvero emergere e trovare piena espressione. Penso che siano lo Ying e lo Yang che esistono in natura e anche in molte persone, che regolano i rapporti tra l’uno e l’altro individuo. Sono il maschile e il femminile, la forza distruttrice e la forza creatrice che troviamo ovunque.


Oggi esistono tanti musicisti aperti a qualsiasi genere musicale. La domanda a questo punto non è: “Che musica suoni?”, ma “Cosa stai dicendo con la tua musica?”. E nella musica classica, come 
in quella improvvisata, nel jazz e in qualsiasi altro genere musicale puoi parlare del tuo spirito. 



Barre Phillips nasce a San Francisco, California, nel 1934. Incomincia a suonare il contrabbasso da autodidatta nel 1947. Dopo aver studiato lingue all’Università di Berkley, dal 1962 si stabilisce a New York per dedicarsi totalmente alla musica. Da allora diventa una presenza stabile sulla scena del jazz e della musica contemporanea. A New York studia contrabbasso classico con Frederick Zimmermann. Negli anni Sessanta registra con Leonard Bernstein e la New York Philarmonic, così come con le formazioni di Jimmy Giuffre, Archie Shepp, Attila Zoller, Heiner Stadler e Gunther Schuller. Dal 1964 prende parte a tournée internazionali con il George Russell Sextet, il trio di Jimmy Gufares, diversi gruppi di Attila Zoller e il Peter Nero Trio. Nel 1967, per motivi che esulano dal contesto musicale, compie un viaggio in Europa, dove resterà a vivere. Attualmente risiede nel sud della Francia, in Provenza. La sua registrazione del 1968 in solo (Journal Violone negli Stati Uniti, rieditato sotto il titolo di Unaccompanied Barre in Inghilterra e Basse Barre in Francia) è convenzionalmente ritenuta la prima incisione di un solo per contrabbasso di musica improvvisata. L’incisione del 1971 con Dave Holland - Music from Two Basses – è probabilmente la prima registrazione di un duo contrabbassistico jazz. Nell’ottobre del 1969 fonda il gruppo Le Trio con il sassofonista John Surman e il batterista Stu Martin, formazione che ha segnato la storia del free jazz. Negli anni Settanta, pur portando avanti con costanza un’intensa attività sulla scena del free jazz, lavora con la danza contemporanea al GRTOP, il Gruppo di Ricerca Teatrale dell’Opéra di Parigi diretto da Carolyn Carlson. Negli anni Ottanta incontra il regista cinematografico Robert Kramer e comincia a comporre per i suoi film. Il loro sodalizio durerà per vent’anni. Alla fine del decennio decide di consacrarsi alla musica improvvisata e ai concerti dal vivo, continuando comunque a comporre sia per la danza che per il cinema. Da allora suona regolarmente con la London Jazz Composers Orchestra diretta da Barry Guy e, dal finire degli anni Novanta, con il Trio LDP (Leimgruber, Demierre, Phillips). Attualmente continua a comporre musica per la danza, specialmente per Julyen Hamilton, ed impartisce numerose classi per i musicisti e i danzatori che lavorano sull’improvvisazione. Come improrvisatore ha suonato, tra i tanti, con i bassisti Peter Kowald e Joëlle Léandre, con il chitarrista Derek Bailey, i clarinettisti Theo Jörgensmann e Aurélien Besnard, i sassofonisti Peter Brötzmann, Evan Parker e Joe Maneri e il pianista Paul Bley. Ha presieduto le associazioni International Society of Bassists, Musique Action Puget, Octobasse e Acte Kobé, è tuttora Presidente del CEPI (Centro Europeo per l’Improvvisazione) e direttore artistico della Cie Barre Phillips. Dal 1988 è Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere.