Emanuele Severino e Gianni Vattimo. In cammino verso il nulla

Dialogo sul nichilismo

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Gianni Vattimo intervista in studio Emanuele Severino sul concetto di nichilismo. La puntata del programma La Clessidra, dal titolo In cammino verso il nulla, è stata registrata il 24 aprile del 1986 negli studi della Rai di Torino. 

La nostra cultura che pure  ha orrore del niente pensa nel proprio inconscio che le cose sono niente e avverte costantemente la minaccia che il niente esercita sul nostro vivere. Anche dal punto di vista della psicanalisi c’è una forma tipica di malattia mentale che consiste nella convinzione da parte del malato di essere un niente.  Chi è convinto che la vita sia minacciata dal niente, nel proprio inconscio è convinto che le cose siano niente.
Emanuele Severino

 

Se le cose sono, e l’essere ha una struttura così stabile e monolitica: “è e non può non essere”, la nostra storia non ha senso. Invece è qui che si scopre la complicità tra l’essere e il niente o tra l’essere e il tempo, che è ciò che Heidegger ha teorizzato. Se contrapponiamo duramente l’essere e il nulla e escludiamo dall’essere in qualunque forma il nulla non capiamo più l’esistenza.
Gianni Vattimo 

Due sono le fedi di fondo della nostra cultura, che poi sono la stessa fede: la fede nell’esistenza della storia, ossia la fede nel divenire, e la fede nella libertà. Se si parte da queste fedi tutti gli immutabili, gli eterni, gli dei soffocano. Certamente la storia dell’occidente è una storia di progressiva liberazione da questi immutabili, un movimento di emancipazione analogo alla liberazione dei servi dai padroni. In questa vicenda in cui  i servi insorgono contro i padroni, sia i servi, sia i padroni hanno entrambi fede nell'esistenza del  divenire. Si tratta allora di pensare a una dimensione diversa da quella in cui si collocano i grandi padroni e i grandi servi della nostra cultura, una dimensione in cui si prende coscienza della follia della fede originaria che anima l'intera storia dell’occidente, per andare verso un senso dell’eterno del tutto diverso da quello dei vecchi padroni eterni. 
Emanuele Severino

Dal punto di vista di Severino non si spiega la storia, ma nemmeno la nostra esperienza quotidiana, i dati di fatto  con cui devo fare i conti.
Gianni Vattimo



Emanuele Severino (1929 - 2020) è stato uno dei maggiori filosofi italiani del XX secolo. Accademico dei Lincei, ha collaborato per decenni con il “Corriere della Sera”. Ha offerto un’interpretazione della filosofia che sottolinea lo scacco del pensiero metafisico da Platone a Nietzsche e Heidegger. Per superare le aporie nichilistiche della tradizione metafisica evidenti anche nel discorso moderno della tecnica, ha promosso un ritorno a una filosofia dell’Essere che escluda rigorosamente il non-essere e il divenire. Fra le sue opere recenti: Dialogo su diritto e tecnica (con N. Irti, Roma-Bari 2001); Discussioni intorno al senso della verità (Pisa 2009); L’identità del destino. Lezioni veneziane (Milano 2009); Il destino della tecnica (Milano 2009); Democrazia, tecnica, capitalismo (Brescia 2009); Il mio ricordo degli eterni. Autobiografia (Milano 2011); La potenza dell’errare. Sulla storia dell’Occidente (Milano 2013); In viaggio con Leopardi. La partita sul destino dell’uomo (Milano 2015); Dike (Milano 2015); Storia, gioia (Milano 2016); Il tramonto della politica. Considerazioni sul futuro dell’uomo (Milano 2017); Dispute sulla verità e la morte (Milano 2018). La Casa Editrice Adelphi pubblica la collana “Scritti di Emanuele Severino”.

Gianni Vattimo è professore di Filosofia teoretica presso l’Università di Torino. In diretto contatto con l’opera di Nietzsche, Heidegger e Gadamer, ha proposto un’interpretazione dell’ontologia ermeneutica contemporanea che ne accentua il legame con il nichilismo, giungendo alla teoria del “pensiero debole”, inteso come rifiuto di ogni dogmatismo e come modello emancipativo in vista di una società pluralistica. Tra le sue ultime opere: Oltre l’interpretazione (Roma-Bari 1994); Credere di credere (Milano 1996); Tecnica ed esistenza (Milano 1997); Interrogazioni sul cristianesimo. Cosa possiamo ancora attenderci dal Vangelo (con Pierangelo Sequeri e Giovanni Ruggeri, Roma-Fossano 2000); Le avventure della differenza (Milano 2001); Dopo la cristianità (Milano 2002); Nichilismo ed emancipazione (Milano 2003).